Quasi tutti hanno sentito parlare delle principali vicissitudini della vita di Carlo Magno –  della rotta di Roncisvalle e della battaglia sul fiume Livenza, dell’incoronazione nella notte di Natale dell’800 o del massacro di Verden. Bene, non è questa la storia che vi voglio raccontare. Esiste un Carlo Magno più nascosto, per ogni stagione, che veste panni differenti in base alle epoche che attraversa. Credo che sia arrivato il momento di scoprirlo insieme.
Anno domini 997. L’impero carolingio è morto e sepolto da tempo. Al suo posto sono sorti più regni. Ad ovest governano i re Capetingi, ad est i sovrani Ottoni ai quali spetterà anche la carica imperiale. Ottone III, insieme ai suoi dignitari, pianifica la ricognizione della salma di Carlo Magno, deposta in una cripta della cattedrale di Aquisgrana, per avviare un processo di santificazione del grande imperatore franco.
Dell’avvenimento, che ebbe una forte carica ideologica, ce ne parlano soprattutto due fonti. La prima scritta da Tietmaro di Reims mentre la seconda è la Cronaca della Novalesa. Nel primo caso siamo di fronte ad una cronaca che racconta le vicende dei sovrani Sassoni – una fonte partigiana quindi – di primaria importanza per gli anni che vanno dal 908 al 1018. Per quanto concerne il racconto di questo avvenimento, Tietmaro è più succinto rispetto alla seconda Cronaca, redatta nel 1027 nel monastero piemontese della Novalesa. In questo secondo caso la narrazione del ritrovamento della tomba si colora di particolari: sappiamo infatti che Ottone, calatosi in una cripta della cattedrale di Aquisgrana, vide che le spoglie di Carlo Magno erano adagiate sopra un trono ed erano in un buono stato di conservazione: le unghie continuavano a crescere, tanto che avevano perforato i guanti con i quali era stato sepolto. Ottone III fece prelevare un dente dalla salma da apporre in un reliquiario e ne fece ricostruire con l’oro il naso ormai decomposto. Una terza fonte, l’Annale d’Hildesheim non è partecipe dell’entusiasmo generale: critica quella che considerava una vera e propria profanazione, un atto che contravviene alla legge divina. Ottone III invece era di tutt’altro avviso, volendo costruire una solida base ideologico-spirituale, sulla quale costruire il proprio impero. Aquisgrana doveva diventare un centro di devozione e di pellegrinaggio del fondatore dell’Impero carolingio.
Come ho brevemente cercato di delineare, Carlo Magno inizia ad essere mitizzato perché la sua figura storica è stata imponente. La grandezza che gli attribuirono gli uomini e le donne del medioevo la possiamo leggere anche attraverso l’uso politico che i suoi successori ne fecero. Carlo Magno ha appena iniziato la sua seconda vita. La sua vita mitica.

 

Andrea Feliziani

 

Per approfondire:

 

– MINOIS GEORGE, Carlo Magno. Primo europeo o ultimo romano? Salerno editrice 2012
– CAMMAROSANO PAOLO, Nobili e re. L’italia politica nell’alto medioevo, Editori Laterza, Bari 2009.
– KELLER HAGEN, Gli Ottoni. Una disnastia imperiale fra Europa e Italia (secc. Xe XI), Carocci Editore, Vignate 2018.