La scherma storica possiede una contraddizione intrinseca nel suo nome. Questa disciplina riguarda una pratica estremamente antica, che è stata a lungo dimenticata, con fonti risalenti a molti secoli fa. Tuttavia, di recente, questa pratica è stata riconosciuta come disciplina sportiva sia dal CONI sia dalla Federazione Italiana Scherma.

Chi ha praticato assiduamente questa disciplina per quasi 20 anni ritiene che proprio in questa apparente contraddizione tra antico e moderno risieda tutto il suo fascino.

Al primo impatto, la parola “scherma” rimanda senza dubbio all’attività agonistica conosciuta attraverso le Olimpiadi: fioretto, spada e sciabola; una pratica che vede due contendenti vestiti di bianco destreggiarsi lungo una pedana, compiendo azioni difficili da capire per chi non è del settore.

Ma in questo contesto si parla di qualcosa di diverso. La scherma olimpica appena descritta non è altro che l’evoluzione sportiva dell’ultima forma codificata di duello con le armi bianche, legata al periodo che va dalla fine del XIX alle prime decadi del XX secolo.

La scherma storica, invece, tratta periodi antecedenti: i suoi primi documenti risalgono persino alla fine del XIII secolo. Le fonti oggi maggiormente studiate dai praticanti in tutto il mondo risalgono perlopiù a un arco temporale che va tra il XV e il XVI secolo. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che questi testi, che vanno dal tardo Medioevo fino alla prima età moderna, sono incentrati su armi iconiche che spesso vantano una grande panoplia di abbinamenti. Tra tutte, primeggia sicuramente la spada a due mani.

 

Come iniziare a praticarla

Non è la prima volta che si parla di scherma storica in un articolo. Anni fa si iniziò a farlo, e da quell’occasione questa disciplina, in grado di abbracciare arte e sport come nessun’altra attività, ha vissuto una certa evoluzione ma anche e soprattutto la costruzione di una propria identità.

Dopo più di 30 anni, ossia da quando è iniziata la riscoperta dei testi antichi e la fervida passione che è stata capace di riportare in auge una sapienza dimenticata, la scherma storica oggi è ormai uno sport che ha raggiunto la sua maturità. Tuttavia, attende ancora quel punto di svolta capace di farla uscire dalla nicchia, come è avvenuto per altri sport un tempo secondari che, grazie a una maggiore visibilità sui social, sono esplosi in numeri e popolarità.

Sfortunatamente, spiegare l’arte dietro il saper muovere una spada in un breve video di un minuto è pressoché impossibile. Questo può essere visto come una fortuna, poiché la scherma storica non è qualcosa che si impara in pochi anni, ma come tutte le arti marziali richiede un percorso di crescita personale, costanza e dedizione.

Per iniziare a praticare la scherma storica è sufficiente informarsi su qualche motore di ricerca digitando la propria città o la parola HEMA (acronimo anglofono che sta per Historical European Martial Arts). Ad esempio, Ars Historica (arshistorica.it) è una delle più grandi realtà in Italia, con tecnici formati presso l’Accademia Nazionale di Scherma, attenta allo studio e all’applicazione dei testi antichi, senza però privarsi di un approccio pragmatico adatto al contesto sportivo moderno.

 

Dove praticarla

Ars Historica è presente a Milano, Roma (e altre province del Lazio), Massa, Bologna e tra poco anche a Pisa. Se risiedete in queste città potrete richiedere l’accesso agli Open Day di settembre. Per altre informazioni è possibile visitare il sito web di arshistorica, scrivere sui profili social Instagram e Facebook o cliccare sul seguente link