Uscito nel 2001 e sviluppato dalla Firefly Studios, Stronghold è un prodotto atipico nel settore degli RTS – strategici in tempo reale. Mentre la maggior parte dei videogiochi di questo genere si dividono equamente nelle nella gestione economica ed in quella tattica, questo titolo è più incentrato sulla prima: moltissime le risorse da raccogliere, da quelle agricole a quelle minerarie, così sono anche variegati gli edifici per la produzione di queste risorse e per la trasformazione in oggetti di utilità, come manufatti per la vendita ed armi.
Per quanto riguarda la gestione della popolazione, ci troviamo davanti ad una quasi completa automazione degli abitanti del borgo che ci troveremo ad amministrare, e le cui reazioni si baseranno sulle decisioni socioeconomiche prese dal nostro alter ego videoludico, quali la tassazione, la legislazione e soprattutto la disponibilità di cibo, atta a sostenere sia il popolo che le forze militari.
La gestione tattica è molto semplice, invece, con la creazione delle truppe non limitata da un numero massimo di unità, ma legata alla presenza di armi, cibo e popolani disponibili all’arruolamento. Le nostre truppe, ben divise tra i sottogruppi di combattenti da mischia, a distanza e di supporto, a differenza dei popolani sono controllabili direttamente, una volta addestrate, ed hanno tutta una serie di punti di forza e debolezza da poter sfruttare.
Un gioco, come abbiamo detto, atipico, anche se contiene elementi già visti in altri titoli. Cosa lo ha reso così famoso, tanto da poter contare su una base di giocatori ancora attiva ai giorni nostri? Sebbene siano presenti battaglie in campo aperto, è la gestione delle fortezze e degli assedi a rendere questo titolo, ed i suoi seguiti, una pietra miliare nella storia dei videogiochi.

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