Quant’è bella giovinezza, /che si fugge tuttavia!/chi vuol esser lieto, sia:/di doman non c’è certezza”. Tutti, almeno una volta, abbiamo canticchiatto questi versi  che appartengono al Il trionfo di Bacco e Arianna una poesia scritta in occasione del carnevale del 1490 a Firenze da Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico. Il suo ruolo di mecenate, le sue doti letterarie sono ben conosciute, ma qual è stato il suo agire politico? Brevemente vi sarà spiegato in questo articolo e più avanti avremo modo di dipanare la matassa della politica del Magnifico e di tutta l’Italia quattrocentesca.
Il nostro nasce il 1 gennaio 1449 ed i genitori Piero di Cosimo e Lucrezia Tornabuoni ne furono molto contenti, o meglio sollevati, poiché era il loro primo figlio maschio. Egli ricevette una solida educazione umanista e da subito dimostrò di essere versato nella poesia, ma ben presto gli studi letterari furono rimpiazzati da quelli politici. Nel 1464, morto il nonno Cosimo, Piero, consapevole della sua precaria salute, decise che Lorenzo avrebbe dovuto imparare a muoversi nell’intricato sistema politico italiano. Così il giovane Lorenzo visitò Milano, Roma e Napoli.
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