Questo articolo affronta le vicende politiche che precedettero il celeberrimo sinodo del cadavere, il macabro evento che vide un papa giudicato post mortem da un altro papa. In questo articolo la mia intenzione è quella di contestualizzare questo fatto nel periodo in cui si verificò, il X secolo, e che si svolse tra il papato di Giovanni VIII (872-882) e quello di Stefano VI (896-897).
Durante il X secolo, chiamato Secolo di ferro dalla storiografia nostrana o saeculum obscurum, la penisola italica era frammentata in una serie di poteri locali, data l’implosione di un sistema politico più unitario, quello carolingio, verificatosi nell’887 con la deposizione di Carlo il Grosso. Senza una direzione unitaria, i vari regni dell’Impero, come quello italico, iniziarono ad avere delle tendenze centrifughe, senza che nessuna fazione riuscisse a sopraffare l’altra. Gli attori in gioco in questa disputa furono il Ducato di Spoleto, il Regno dei Franchi orientali ed il papato, lacerato da pesanti lotte di fazione.
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