Tutti noi, o la maggior parte, quando ha visto uno Snaso ha desiderato averlo, o forse avrebbe preferito un unicorno; molti di noi hanno temuto per la vita di Harry mentre affrontava il drago. Ma quanti di voi si sono chiesti se gli animali inventati dalla Rowling avessero un qualche antecedente nella letteratura del passato?
Gli animali fantastici prima di essere un film è un libro, pubblicato per la prima volta nel 2001, anzi un vero e proprio manuale con tanto di annotazioni di Harry Potter (purtroppo andate perdute nella più recente versione del volume), che la Rowling attribuisce a Newt Scamander. Quest’ultimo è un magizoologo che viaggia alla ricerca di creature magiche ed il suo scopo non è solo quello di classificarle e documentarle, ma anche e soprattutto quello di sensibilizzare il mondo dei maghi al rispetto e alla salvaguardia di questi animali. Ma questo cosa ha a che fare con il Medioevo? Nell’introduzione di Gli animali fantastici si legge: «Per quanto a molti maghi possa sembrare sbalorditivo, i Babbani non sono sempre stati ignari delle creature magiche e mostruose per nascondere le quali abbiamo lavorato così a lungo. Uno sguardo all’arte e alla letteratura babbane del Medioevo rivela che molte delle creature che oggi essi ritengono immaginarie a quel tempo erano note come reali». Ebbene la descrizione di tante di queste creature la si può trovare in un bestiario.
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