Oggi tratteremo un argomento affascinante, che ha condizionato non solo la visione medievale della pratica della stregoneria, ma anche i secoli successivi. Dopo aver fornito una panoramica di come si sia creato il fenomeno della stregoneria, oggi parleremo del famigerato sabba, immaginario rituale orgiastico che si pensava le streghe tenessero nei boschi insieme al loro capo Satana.
Dopo svariate evoluzioni di questa figura, si arrivò a ritenere che la strega fosse un essere umano legato al Diavolo da un patto o da un contratto in qualità di sua servitrice e assistente. Generalmente il Diavolo le appariva sotto forma di animale ed imprimeva sulla parte sinistra del corpo il marchio di appartenenza. Le streghe erano specializzate nella pratica dell’infanticidio che avrebbe procurato loro poteri soprannaturali e sancito un patto tra le appartenenti della setta. A intervalli regolari dovevano recarsi ai convegni sacrileghi e orgiastici conosciuti prima come sinagoghe, in seguito come sabba. Non dobbiamo stupirci che il nome di questo rito sia un chiaro riferimento ai luoghi di culto ebraici. Gli ebrei, infatti, furono i primi ad essere accusati di praticare arti magiche e stregonesche, come dimostra la bolla del 1205 Etsi non displaceat di Innocenzo III emanata con l’intento di esortare i regnanti a porre fine alle malvagità compiute dagli ebrei (l’associazione tra ebraismo e stregoneria viene formulata durante il periodo alto medievale, ma si concretizza intorno al XIII secolo dalla visione che i cristiani avevano dei giudei.)
Cos’era, quindi, il famoso sabba?

Read More