Come abbiamo già detto, nel Medioevo si viaggiava molto, molto di più di quanto oggi si sia soliti pensare, e le genti del Grande Nord non facevano eccezione: a dispetto del clima sfavorevole (a volte anzi spinti proprio da esso) essi sfidavano l’oceano impetuoso a bordo di navi tecnologicamente avanzate per il loro tempo. Si trattava sì delle temibili navi dalla silhouette inconfondibile, parte fondamentale dell’immaginario legato alla parola “vichingo” (figura che abbiamo cominciato ad approfondire qui), spesso impropriamente chiamate drakkar, ma non solo. Volendo provare a fare un po’ di chiarezza, il nome esatto di questo tipo di imbarcazioni è dreki, termine che indica la “nave da guerra con la testa di drago sulla prua”, al plurale drekar, la cui storpiatura è probabilmente all’origine della forma scorretta drakkar, ma non era certo l’unico tipo di imbarcazione utilizzata: c’erano knǫrr, kaupskip (entrambe navi mercantili), karfi (“galea veloce”) solo per citarne alcune.

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