They call me Devil and you should be afraid”
Lucifer
 
Cos’hanno in comune Lucifer, show del momento con milioni di fan in tutto il mondo, e il Medioevo? All’apparenza nulla. La serie tv Fox salvata da Netflix racconta le avventure del favoloso Lucifer Morningstar, il Diavolo in persona, che si è preso una vacanza dal suo lavoro di punitore di malvagi. Dopo millenni passati a controllare gli Inferi, il “Principe di questo mondo” ha deciso di trasferirsi a Los Angeles e godersi la bella vita, con serate sfrenate e patti stretti qua e là. Tutto cambia quando incontra la detective Chloe Decker, che accompagnerà il nostro protagonista in un viaggio all’interno delle vicende umane, nel ruolo di consulente della polizia, e dentro di sé, portandolo a concentrarsi più sulla sua persona che sul personaggio che interpreta agli occhi di noi esseri umani.

Ed è durante questo percorso che vediamo altri lati del famigerato Lucifero, che si è convinto di essere solo un demonio, ma che alla fine comprende le sue origini con una nuova lucidità: a lui, l’angelo più bello e per questo ribelle, è stato affidato un compito, quello di punire coloro che se lo meritano. Ma trovo che la cosa più interessante dello show sia il punto di vista che adottano gli sceneggiatori: il diavolo non è tentatore più di quanto non siano gli umani a voler essere tentati. Ed è esattamente questo il punto d’incontro tra la serie tv e il Medioevo. Per spiegarlo meglio, cito Alfonso D’Agostino che, nel suo Gli antenati di Faust, riporta tra gli esempi la trascrizione presente all’interno della Legenda aurea di Iacopo da Varazze: “Siete malfidi, voi cristiani, perché quando avete necessità venite da me, quando invece avete ottenuto ciò che volevate subito mi rinnegate e vi avvicinate al vostro Cristo.”
Già ai tempi del Medioevo, quindi, nonostante si abbia sempre la sensazione di un periodo buio al servizio della Chiesa, si aveva una visione del diavolo più realistica di quanto non si possa credere adesso. Anche Gregory, nel suo Il Principe di questo mondo, dà man forte a D’Agostino con una descrizione di Lucifero, breve ma puntuale, dalla caduta al periodo medievale, sottolineando come anche il suo ruolo di tentatore maligno, insieme ai demoni suoi sottoposti, fosse utile e compreso nel disegno della Provvidenza.
Siamo sicuramente lontani dalle atmosfere medievaleggianti esplicite a cui il cinema ci ha abituato, ma trovo che sia comunque un ottimo spunto di riflessione per vedere come il Medioevo, in modo del tutto insospettabile, ci rende continuamente spettatori della sua presenza. Perciò possiamo dire che anche Lucifer, senza saperlo, ha ceduto al fascino di questo periodo storico di cui, tra le altre cose, è stato un grande protagonista.
 
Martina Corona
 
Per approfondire:
Lucifer, Netflix, 2016 – in corso.
D’AGOSTINO ALFONSO, Gli antenati di Faust. Il patto col demonio nella letteratura medievale, Mimesis, Milano 2016.
GREGORY TULLIO, Principe di questo mondo. Il diavolo in occidente, Editori Laterza, Roma 2014.