Io sono il trovatore e sempre vado per paesi e città. Ora che sono arrivato fin qui, lasciate che prima di partire, io canti”
Un trovatore nel terzo millennio, chi avrebbe mai pensato di trovarlo?
Eppure è così: dal 1974 con l’album d’esordio che porta proprio il suo nome, Angelo Branduardi fa danzare l’archetto sul suo violino regalandoci sogni e visioni in musica, rievocando melodie sepolte dal tempo in una chiave personale che affascina un pubblico trasversale, appartenente a tutte le generazioni ed ai più svariati ambienti.
Se già la sua foto in copertina molto ricorda le miniature che raffigurano i trovatori medievali, con le loro chiome ricce, anche la prima canzone, Re di speranza, ci porta alla mente un’atmosfera da fiaba, così come le traccia Il tempo che verrà. Ma questo è solo l’inizio del viaggio: infatti il Medioevo così come tante tematiche care al medievalismo riaffiorano costantemente lungo tutta la carriera di questo cantautore italiano, nei testi così come nelle melodie, sebbene le sue ispirazioni travalichino i confini dell’Età di Mezzo (spaziando sia nell’Antichità che nel Rinascimento, spingendosi oltre alla soglia del Novecento) e quelli dell’Europa.

Read More