Composto liquido di zolfo e calce viva. Lanciato a mezzo di sifoni, si infiammava a contatto con l’acqua, provocando esplosioni. A lungo elemento vincente della flotta da guerra bizantina, fu successivamente reso idoneo ad operare sul settore terrestre attraverso una combinazione di nafta con catrame, resina, oli grassi e vegetali, oltre a metalli combustibili ridotti in polvere. Venne utilizzato contro gli Arabi durante l’assedio di Costantinopoli, nel 678. Quattro secoli dopo il segreto passò ai Saraceni, che lo utilizzarono con effetti micidiali contro i crociati a Durazzo e Damietta.

Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania

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