
L’insegnamento della storia nella scuola secondaria di secondo grado può oggi contare su alcuni manuali di buona qualità che sono spesso in grado di colmare il dislivello, esistente fino a non molto tempo fa, fra la ricerca più aggiornata e i contenuti proposti agli studenti. Nel novero di questi nuovi strumenti rientra ora a pieno titolo anche il Corso di storie, manuale in tre volumi, firmato da Franco Franceschi e Fabrizio Ricciardelli, appena uscito per i tipi dell’editore Loescher di Torino (uno dei più importanti nel settore dell’editoria scolastica), che tuttavia ha qualcosa in più.
Partiamo dal titolo, assai coraggioso, che presenta il sostantivo “storie”: una scelta finalizzata ad avvertire fin da subito il lettore che si trova dinanzi ad un’opera in cui la storia è considerata nella sua natura “plurale”, ossia strettamente intrecciata ad altre discipline e al tempo stesso come risultato dell’interazione di diversi processi, livelli di iniziativa e partecipazione di individui, ceti sociali, e gruppi.
Tale presupposto trova piena attuazione nei tre volumi ( Dal Medioevo al Seicento; II, Il Settecento e l’Ottocento; III, Dal Novecento a oggi) – ognuno composto da cinque unità didattiche e venti capitoli – caratterizzati da una forte attenzione alla multidimensionalità del processo storico e alla coralità dei soggetti che, pur con diverso impatto, vi prendono parte. Ciò a partire dal profilo, che muove dagli aspetti demografici, economici e materiali e li intreccia, utilizzando un linguaggio chiaro e diretto ma ragionato e non banalizzato, con quelli politici e sociali, culturali e religiosi, di costume e di mentalità. Ma questa caratteristica è evidente anche nel ricchissimo insieme di apparati che accompagna il testo principale: decine di focus di approfondimento di demografia, economia, sociologia, antropologia, politica, diritto, storia dell’arte, vita quotidiana e altro ancora; Consigli multisciplinari, che in ogni capitolo stimolano gli studenti a osservare i temi studiati attraverso un film, un romanzo e un saggio, per un patrimonio complessivo di 180 schede; Altre storie, esempi di microstoria imperniati su vicende eccentriche e controcorrente, anch’esse presenti, spesso con più unità, in ciascun capitolo, dedicate ad eventi, personaggi (in larga parte femminili), gruppi sociali e comunità troppo spesso rimasti ai margini della “grande storia” o semplicemente ignorati. Vediamo così sfilare dinanzi ai nostri occhi, fra le tante, la vicenda di Jean Meslier, il curato di campagna segretamente ateo e miscredente, e la protesta delle donne venete escluse dal voto del plebiscito per l’annessione all’Italia, le lacrime di Stalin per la morte della moglie Nadežda Alliluyeva e il gesto di Celeste Caeiro, la piccola donna che nel 1974 distribuì fiori ai soldati portoghesi in rivolta dando il nome alla Rivoluzione dei garofani.
Ricco è anche il ventaglio delle fonti storiche e dei brani storiografici pubblicati, sempre corredati da brevi introduzioni, i secondi presentati talvolta come punti di vista diversi di due o più autori sullo stesso tema. Né mancano naturalmente altri indispensabili strumenti di supporto, quali glossari, linee del tempo e mappe concettuali, una scheda per ogni unità dedicata all’educazione civica in chiave disciplinare per la storia e una doppia pagina che sviluppa, in inglese, un argomento significativo dell’unità con esercizi, secondo il CLIL (Content and Language Integrated Learning). Ogni capitolo, infine, è accompagnato da brevi videolezioni introduttive, mentre una piattaforma online aggiornata con materiali aggiuntivi e lezioni tematiche offre ulteriori opportunità di approfondimento.
Il primo volume, intitolato Dal Mille al Seicento, da programma ministeriale limitato ai secoli a partire dall’XI, è preceduto da un’introduzione online, decisamente più ampia rispetto a quelle degli altri manuali, che fa da raccordo con i secoli precedenti offrendo un utilissimo quadro geopolitico e il riepilogo di processi fondamentali (come lo sviluppo dei legami feudo-vassallatici e la disgregazione dell’autorità pubblica in età postcaroligia). Nel volume lo spazio dedicato al basso Medioevo è significativo senza essere eccessivo (12 capitoli su 20) e articolato in tre unità rispettivamente
dedicate alla società europea dopo il Mille, al mondo medievale nella sua maturità e al tardo Medioevo. Anche in questo caso il lettore si trova dinanzi a un profilo agile, ma che non rinuncia alla complessità e alla problematizzazione di questioni e concetti, che si apre dall’Europa agli altri mondi con capitoli tutt’altro che frettolosi o “decorativi”, a una narrazione che presenta una appassionante galleria di situazioni, personaggi e storie, dai santi uccisori di draghi associati con le bonifiche all’attività semisconosciuta delle trovatrici francesi, dal viaggio del ricchissimo sovrano africano Mansa Musa al dolore senza consolazione di un padre toscano dinanzi alla morte di peste del figlio.
Corso di storie, per concludere, con la sua multidisciplinarità, l’approccio microstorico e l’attenzione per la dimensione umana, sociale e materiale, ha tutte le carte in regola per affascinare i più giovani e convincerli che la storia non è solo una sequenza infinita di eventi, ma un processo corale che non finisce mai di sorprendere.
Martina Corona
SHARE THIS STORY ANYWHERE
Join the community
Iscriviti alla nostra community ed entra a far parte dei medievaleggianti.
social media
Seguici sui social per rimanere aggiornato su storia, curiosità ed eventi!

