
Cari amici medievaleggianti, il libro che recensiamo per voi oggi è L’Erodoto che guardava i maiali e altre storie popolari 1300 – 1600 di Duccio Balestracci, pubblicato da Editori Laterza (2025).
Per la sua ultima fatica Balestracci sceglie un argomento particolarmente interessante, che strizza l’occhio al grande pubblico di curiosi ma anche a noi addetti ai lavori: la Storia raccontata dal “basso”. Perché, come ci spiega nell’introduzione, la storia ufficiale era una prerogativa dei dotti, ma questo non significa che non la potessero raccontare anche i “semi dotti”.
Sono questi i libri che ci piacciono, quelli che secondo noi possono avvicinare nuovi appassionati e che in generale raccontano un altro lato del Medioevo, più quotidiano, meno ampolloso e più divertente come sicuramente testimonia la prima storia presentata che dà il nome al volume: l’Erodoto che guardava i maiali.
L’autore, con questo suo studio, ci aiuta a capire quanti modi esistono per raccontare delle storie che a loro volta confluiscono e permeano la macro Storia per come la conosciamo. Guardiani di porci, vinai, notai, speziali, muratori, in L’Erodoto che guardava i maiali ce n’è per tutti i gusti e per ogni fascia della popolazione, il tutto ovviamente supportato da un attento studio delle fonti che renda la narrazione ancora più interessante.
Balestracci descrive quello che possiamo definire un lato più curioso del Medioevo, meno altisonante a quello a cui siamo abituati ma che sicuramente può arricchire chi questo periodo storico lo studia e chi invece è attratto dalle particolarità.
Mi sento di consigliare questo libro a chiunque abbia voglia di una lettura diversa e a chi, come me, è amante delle storie!
Alla prossima!
Martina Corona
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