BALISTA: (dal greco bàllein, lanciare). Macchina da guerra dell’epoca romana e medievale, che lanciava dardi e proiettili da numerose libbre a distanza di un centinaio di metri. Ne esistevano diversi modelli, fissi o mobili, di varie dimensioni. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BALUARDO: Opera simile al bastione, da cui differiva perché composto da terra battuta al contrario del bastione in muratura o rivestito con mattoni. Ne conseguiva, ovviamente, una solidità piuttosto modesta anche se possedeva una elevata capacità di smorzamento dei proiettili di artiglieria. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BANU HILAL: Agguerrita tribù nomade che a partire dal 1050-1051 inaugura una lunga serie di aggressioni e devastazioni nel Nord Africa fino a realizzare una vera e propria invasione. Ibn Khaldun compara gli hilaliani ad un tremendo sciame di cavallette. Il passaggio dei Banu Hilal in Africa e i combattimenti che essi affrontano formano lo sfondo storico di una serie di racconti d’eroismo e d’amore dal titolo Sirat Bani Hilal.

BARBACANE: Costruzione avanzata, spesso staccata dalle opere difensive continue, destinata per lo più a protezione dell’estremità inferiore. Nel Basso Medioevo e durante il Rinascimento a volte il termine definiva un’opera difensiva che precedeva l’ingresso. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BARBARO: dal greco bárbaros, incapace di farsi capire. Usata dai greci, ed in seguito dai romani, per indicare gli stranieri, cioè gli individui o popoli non appartenenti alla cultura ellenica o latina. Il suo significato si è evoluto nel corso del tempo, finendo per identificare gli appartenenti a popoli o tribù non evoluti e selvaggi, lontani dal modo di pensare civilizzato della persona che li descrive. Nell’accezione contemporanea, il termine viene usato per descrivere persone rozze e bellicose, spesso utilizzato nel fantasy o nel linguaggio popolare.

BARBETTA: Sito della fortificazione posto alla sommità del terrapieno, occupato dai pezzi di artiglieria, protetti soltanto dal parapetto. Nell’accezione letterale del termine, perchè la fiammata del pezzo faceva “la barba” allo spalto. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BARGELLO: palazzo che presenta la sede dell’ufficiale preposto ai servizi di polizia, bargello appunto, tipico dell’Italia comunale.

BASILICA: edificio pubblico dell’antica Roma a pianta rettangolare chiusa da due absidi; successivamente il termine passa a indicare una chiesa paleocristiana nata sullo stesso impianto dell’edificio romano. Questo luogo di culto presenta una pianta rettangolare con lo spazio interno diviso in tre o cinque navate e l’ingresso su un lato minore dell’edificio.

BASILII: Dinastia di imperatori bizantini cominciata da Basilio I (967- 886), meglio conosciuta come dinastia macedone. Termina nel 1057 con l’avvento dei Comneni.

BASILISCO: Artiglieria rinascimentale, di notevole lunghezza (oltre gli 8 metri) che sparava proiettili in pietra o ferro dal peso di circa 7 kg. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BASTIONE: architettura difensiva costituita da un terrapieno contenuto da un possente muro perimetrale. I bastioni vennero impiegati in sostituzione delle torri medievali a partire dal XIV secolo, a protezione degli angoli e dei punti significativi delle cinte murarie delle città

BATTISTERO: edificio sacro, attiguo o annesso a una basilica, presenta una pianta centrale di forma o poligonale o circolare e una copertura a cupola, destinato all’amministrazione del Battesimo.

BAZAR: agglomerato urbano tipico delle città islamiche adibito a mercato costituito da strade strette e coperte da tende o volte, lungo le quali si affacciavano le botteghe con le merci; in genere costituiva un quartiere a sé stante.

BECCATELLI: Mensole ad andamento verticale sporgenti dal filo della torre o cortina, su cui scaricavano degli archetti entro cui si realizzavano le caditoie per l’esercizio della difesa piombante. Tutto l’insieme, così definito, comprensivo di sovrastante merlatura, veniva denominato coronamento, od anche apparato a sporgere. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BERTESCA: Opera difensiva di epoca medievale, coperta, realizzata inizialmente in legno, successivamente in muratura. Sporgeva al di fuori del filo delle cortine ed era dotata di caditoie per colpire gli attaccanti. Di frequente ubicata anche sopra gli accessi alla fortificazione. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BIFORA: finestra ad arco stretta e lunga, suddivisa verticalmente in due parti uguali da una colonnina; elemento caratteristico degli stili romanico e gotico.

BOIARO: termine che indica la più antica nobiltà russa. In origine, XI secolo, furono essenzialmente capi militari al servizio dei duchi, da XII secolo ottennero latifondi e servi. Segnarono con i loro scontri con gli zar la storia di gran parte dell’impero russo.

BOLLA: termine che indica il sigillo per autenticare i documenti ufficiali delle cancellerie medievali, solitamente tenuto da un filo di canapa o di seta. Più in generale indica il tipo di documenti medievali con questo sigillo.

BOMBARDA: Per usare le parole di Giovanni Villani (scrittore fiorentino vissuto a cavaliere del XIII-XIV secolo) le bombarde “saettano pallotte di ferro con fuocco” mentre Roberto Valturio, (trattatista rinascimentale e redattore del De re militari “è una macchina metallica che, con fuoco e polvere di zolfo […] lancia lontano proiettili di bronzo, palle infuocate e pesanti sassi rotondi”. Con questo termine quindi, venivano indicate le primissime armi da fuoco, che comparvero sul proscenio europeo tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV. 

BRANDEGGIO: Movimento angolare che l’affusto di artiglieria sviluppa con andamento orizzontale e che è consentito da una serie di meccanismi presenti nell’affusto stesso. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BRECCIA: Apertura nella cortina della fortificazione procurata dall’assediante con mine od artiglierie, per penetrare all’interno della piazza e conquistarla. Nell’antichità era ottenuta con l’ariete, grazie agli esili spessori delle murature. Successivamente, nel Medioevo, furono usate le mine, quindi, soprattutto nel XVII sec., il tiro delle artiglierie. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)

BREVE: documento notarile a testimonianza della conclusione di un affare, diffuso intorno al XIII secolo. Nei comuni medievali era un termine utilizzato come giuramento quando veniva assunta una carica. 

BREVIARIO: libro liturgico composto di salmi, inni, preghiere e letture, ordinati secondo le ore del giorno, era usato soprattutto dagli ecclesiastici.

BROLETTO: dal latino medievale brolium ( orto, giardino recintato) è il nome che viene dato al palazzo municipale in alcune città della Lombardia; il termine deriva dall’area recintata in cui, a partire dall’XI secolo, si svolgevano le assemblee cittadine e vi veniva anche amministrata la giustizia.

BRULOTTO: Il brulotto è un natante – struttura galleggiante – di piccole dimensioni, caricato di esplosivo o materiale incendiario, lasciato alla deriva in mare o nei fiumi e destinato ad essere indirizzato contro postazioni nemiche di vario genere, come altre imbarcazioni o ponti di barche.

BUCA DI LUPO: Scavo di forma cilindrica abbastanza profondo terminante in basso con alcuni paletti aguzzi rivolti verso l’alto. Realizzate a gruppi, disposte in modo concentrato ed adeguatamente mimetizzate, costituivano un’ottima difesa integrativa di cui venivano dotate le fortificazioni, in posizione anteriore ad esse. Vennero introdotte per la prima volta in epoca romana, note all’epoca con il termine di lilium od anche tribolo. (Testo a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Campania)