Cari amici medievaleggianti, il libro che recensiamo oggi dà il via ufficialmente alla nostra rubrica dedicata alle fiabe. Le fiabe, come sappiamo, sono la colonna portante della nostra infanzia, è il materiale narrativo che ci aiuta a farci un’idea del mondo, del suo funzionamento, e ci dà un’infarinatura di base di ciò che scopriremo negli anni successivi.

Il testo più famoso su questo argomento è Morfologia della fiaba (1928) di Vladimir Propp, all’interno del quale ci vengono elencati e spiegati gli archetipi narrativi che sono alla base di tutte le fiabe, a prescindere dal Paese geografico di appartenenza.

Il libro di oggi, La fiaba. Morfologia, antropologia e storia (Edizioni Cleup, 2020), possiamo dire che segua il filone iniziato da Propp, dandoci man mano che leggiamo tutti gli strumenti necessari per comprendere appieno l’argomento delle fiabe partendo proprio dal principio. Lo studio di Sanga si concentra sulle fiabe popolari, un genere che ha le sue origini nella trasmissione orale e che molto spesso viene accomunato ai rimaneggiamenti  prodotti da noi moderni e contemporanei. Il testo di Sanga è un manuale di comprensione di una tradizione, di come si costruisce e di come si trasmette.

Non deve spaventare il fatto che approfondisca temi specifici come l’antropologia, la filologia e l’etnografia, perché questo è un testo godibilissimo anche dai neofiti. Anzi, il fatto di analizzare l’argomento delle fiabe popolari da diversi punti di vista, in maniera precisa e mai approssimata, è ciò che rende questo libro un must have per chiunque sia appassionato o incuriosito dall’argomento.

Come è giusto che sia, noi storici siamo legati all’analisi e ad un’interpretazione corretta delle fonti e anche su argomenti come questi andiamo sempre a ricercare il primo testo documentale che ne riporti l’origine. Ma, come ci spiega bene Sanga, non è sempre un atteggiamento possibile da seguire, soprattutto se si parla di fiabe popolari che nascono da una cultura prettamente orale. Bisogna capire il contesto nelle quali sono nate, come sono state trasmesse e poi trascritte. E’ necessario avere un punto di vista più ampio che si concentri quasi più sul valore della tradizione che sulla fonte.

La fiaba. Morfologia, antropologia e storia è un viaggio alla scoperta e alla comprensione di un mondo con cui entriamo in contatto molto presto, quello delle fiabe e delle favole, e che ci rimarrà dentro a lungo. Questo studio ci fornisce gli strumenti per guardarlo a 360 gradi, facendoci interrogare sul valore delle tradizioni e sulla struttura delle cose.

Per chi come me è appassionato dell’argomento, è stato un libro davvero interessante e ha aggiunto delle conoscenze e degli spunti di riflessione importanti per quanto ne riguarda lo studio. Sono certa che le prossime fiabe che leggerò – e che leggeremo insieme – le vedrò con un occhio diverso, più consapevole.

Consigliatissimo e lo dico calorosamente.

Martina Corona

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Written by : Redazione

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