Sostantivo neutro plurale, skáld (o skald), italianizzato come scaldo, identifica il poeta, che spesso si definisce carpentiere, fabbro o tessitore di versi: la poesia scaldica infatti era governata da rigide regole metriche, che richiedevano grande abilità e conoscenza da parte di chi volesse comporre.
Lo scaldo trascorreva periodi variabili al servizio di patroni altolocati, sovrani, jarl e membri del clero scandinavi, nelle corti norvegesi, svedesi e danesi, oltre che in quelle impiantate in territori e insediamenti della diaspora vichinga (Groenlandia, Inghilterra, Irlanda, Islanda, e Russia).
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