Qualche anno fa, in un noiosissimo sabato sera, decisi di passare la nottata a guardare un film di ambientazione storica. Cercando e ricercando, mi sono imbattuto nel film 1492. La scoperta del paradiso. Diretto da Ridley Scott, il lungometraggio si incentra sulla figura di Cristoforo Colombo, interpretato da Gérard Depardieu. Devo dire che questo film mi ha dato una buona idea dell’avventura vissuta dall’ammiraglio genovese, ma al momento non è mia intenzione discutere della pellicola. Desidero invece raccontarvi quello che Colombo visse dall’agosto del 1492, mese della partenza da Palos, fino all’ottobre dello stesso anno, quando approdò all’isola di San Salvador.
Inizialmente vorrei tratteggiare le due fonti primarie che gli storici hanno utilizzato per ricostruire quei mesi convulsi. Iniziamo con gli scritti di Bartolomeo de Las Casas, vescovo difensore dei nativi americani. Tra le sue opere principali ci sono pervenute l’Historia de las Indias ed El primer viaje. Nel primo caso l’opera è stata compilata con l’ausilio di fonti dirette come gli scritti di Colombo, mentre nel secondo caso l’opera riguarda la rielaborazione della relazione del primo viaggio, eseguita personalmente dall’Ammiraglio, intitolato il Libro del la primera navigaciòn. Nei suoi scritti Las Casas inseriva Colombo in un più grande disegno evangelizzatore, in quanto era solo grazie a lui che gli Indios furono poi convertiti.
Read More