Tante sono le band metal che hanno trovato nel grande calderone del medievalismo gli ingredienti del proprio successo, andando poi a contribuire a loro volta alla creazione del grande mito del Medioevo: il Medioevo come tempo di una maggiore connessione con l’ambiente (non raramente troviamo canzoni che integrano suoni atmosferici e naturali), come tempo dell’eroismo, come tempo di violenza (sia presentata come atrocità sia esaltata come emblema di virilità) e, ovviamente, come tempo da fiaba popolato da creature leggendarie.
È interessante osservare come si possano riconoscere diversi livelli di storicità nelle varie componenti della creazione artistica: la vicinanza alla storia o al mito degli eventi trattati nei testi (da Giovanna d’Arco a re Artù), le rielaborazioni di poemi medievali, l’uso di lingue morte e di ricostruzioni di strumenti musicali del periodo, la ripresa di melodie che si ritengono originarie dell’Età di Mezzo, ma anche di arie provenienti da compositori del periodo romantico che andavano a rappresentare un passato mitico (il primo che sovviene è senza dubbio Richard Wagner, ma anche Edvard Grieg, Jean Sibelius, Aleksandr Borodin solo per citarne alcuni).

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