Storia del Mediterraneo medievale. Tempi, spazi, interazioni a cura di Antonio Musarra e Pietro Silanos

In un mondo sempre più ricco di connessioni, molto spesso sterili e a senso unico, e dove si cercano nel passato giustificazioni di ogni tipo, studiare e divulgare la storia è fondamentale per dare una visione il più completa possibile. D’altra parte, per i mille anni del Medioevo è un’impresa assai ardua fare global history di qualità per via della sua estensione e delle moltissime sfaccettature. Per questo motivo i volumi accademici privilegiano sempre un aspetto, cercando di darne una visione il più completa possibile, mentre per i manuali di storia, proprio per via della loro conformazione, non è possibile. 

Quindi come essere esaustivi, fornire competenze e conoscenze, senza essere superficiali?

Non so dirvi se la formula perfetta è stata trovata da Antonio Musarra e Pietro Silanos curatori del manuale Storia del Mediterraneo medievale. Tempi, spazi, interazioni (Il Mulino, 2025) ma sicuramente ci si avvicina. Proporre un manuale di storia dedicato interamente alla trattazione del Mediterraneo medievale risulta essere una scelta “azzeccata”, perché concilia da una parte l’esigenza di avere una trattazione completa come richiesto a un manuale e dall’altra analizzando un campo “ristretto” permette di essere esaustivi e non tralasciare nulla. 

Il progetto è sicuramente ambizioso. Elaborare un manuale completo della storia del Mediterraneo medievale è un’impresa titanica ma anche necessaria, in una contemporaneità che reinterpreta il passato alla luce di ideologie che possiamo definire reazionarie tanto che, come scrivono gli stessi curatori nell’introduzione, «l’analisi storica del Mediterraneo medievale richiede una comprensione profonda delle diverse temporalità che ne hanno informato l’ambiente. Non si tratta soltanto di organizzare i fatti secondo un principio coerente ma di cogliere l’intreccio tra le diverse temporalità che hanno modellato questa regione: il tempo lungo delle strutture ambientali, le dinamiche congiunturali delle trasformazioni economiche e sociali, la contingenza degli eventi politici e bellici.»

Venendo al sodo, cosa può trovare il lettore in questo manuale?

Dopo un’interessante introduzione storiografica, immancabile e indispensabile, i vari autori si destreggiando attraverso 30 capitoli per riportare nella maniera più completa possibile la storia mediterranea. I capitoli seguono, come si può immaginare, un ordine cronologico e alla fine di ognuno si trova una bibliografia consigliata per approfondire gli argomenti trattati in quella parte di manuale.

Quindi si parte dai primi capitoli che si occupano del mondo romano, perché è necessario sapere cosa c’è stato prima per avere un’idea più chiara del Medioevo, mondo che s’intreccia prima con il cristianesimo e poi che fronteggia la crescente presenza di popolazioni “barbare” al suo interno. Ampio spazio viene dato al mondo bizantino e a quello islamico, spesso sacrificati in altri manuali, così come non vengono tralasciati gli aspetti economici, culturali e religiosi.

Ciò che ho particolarmente apprezzato è l’ultimo capitolo che si concentra sulla situazione religiosa del Mediterraneo nel Quattrocento, dalla risoluzione dello Scisma d’Occidente all’unione, temporanea, tra la Chiesa Latina e quella Greca. In particolare viene dato spazio all’ambasceria etiope presentatasi durante il Concilio di Ferrara-Firenze, testimonianza dei rapporti che legavano l’Impero Etiope al mondo Mediterraneo, a dimostrazione di come il Mare Nostrum non fosse uno spazio chiuso ma aperto.

Concludendo Storia del Mediterraneo medievale. Tempi, spazi, interazioni è un manuale indispensabile per chi desidera avvicinarsi alla storia medievale del Mare Nostrum, ma anche per chi è in cerca di una trattazione completa ed esaustiva del Medioevo, anche se localizzato solo in una regione. Inoltre, questo manuale ha il pregio di avere una versione digitale, con altre schede di approfondimento, su Pandora Campus.

 

Giulia Panzanelli

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