Spesso ci dimentichiamo che anche prima dell’avvento dei mezzi di trasporto più rapidi (treni, aerei, ecc) il mondo comunicava, in maniera sicuramente più lenta, ma attraverso rotte di mare e di terra popoli lontani si scambiavano merci, informazioni, saperi. 

E il libro che mi trovo a recensire per voi tratta proprio di questo.

Dalle carovane che attraversavano i deserti dell’Asia centrale alle rotte marittime che univano porti lontani, il commercio della seta è stato per secoli il filo che ha collegato Oriente e Occidente. “Le vie della seta” di Xinru Liu e  Norene Shaffer (Il Mulino 2010) ci accompagna lungo i percorsi che, dal II secolo a.C. fino al Trecento, misero in contatto la Cina e l’Europa, raccontando come la seta non fosse solo una merce preziosa, ma un veicolo di idee, tecnologie e culture.

Le autrici ricostruiscono la nascita e l’evoluzione di queste vie di scambio, mostrando come i mutamenti politici, economici e religiosi abbiano di volta in volta favorito o ostacolato la circolazione di beni e conoscenze. Lungo le pagine del volume emerge così un mondo in continuo movimento, in cui l’incontro tra popoli diversi ha lasciato tracce profonde nella storia dell’Eurasia.

Guardare alle vie della seta con uno sguardo globale significa riscoprire quanto la nostra storia sia intrecciata a quella di altri luoghi e culture. Molto di ciò che oggi consideriamo “locale” ha infatti origini lontane, nate dal dialogo e dallo scambio tra civiltà.

Personalmente dalla lettura di questo testo ho ricevuto non solo tante informazioni di cui avevo una conoscenza superficiale o parziale ma anche spunti su cui ragionare alla ricerca di somiglianze e differenze anche con il mondo di oggi. 

Ho conosciuto la storia del tiraz, un sistema di iscrizioni su tessuti molto pregiati introdotto dai califfi musulmani per ribadire non solo la loro egemonia sui territori appena conquistati (le iscrizioni riportano il nome del sovrano, l’anno del suo regno e un inno ad Allah) ma anche per unire e valorizzare le varie culture delle regioni sottomesse. Inoltre, poiché i califfi esigevano che bordi e iscrizioni di tutti i tessuti fossero realizzati in seta crebbero gli scambi con la Cina. Gli scambi non furono mai soltanto di natura economica e commerciale ma anche culturale e tramite le vie della seta e i mercanti musulmani arrivarono dall’Estremo Oriente all’Europa numerose innovazioni. Questo sistema rimase in piedi fino alla conquista mongola, metà XIII secolo, conquista che cambiò gli equilibri del mondo medievale, del commercio e delle innovazioni. E il libro si chiude proprio sui Mongoli.

Insomma, Xinru Liu, docente di Storia della Cina e dell’India antica al College of New Jersey, e Lynda Norene Shaffer, professore emerito di Storia alla Tufts University, uniscono le loro competenze per offrire una narrazione accessibile e rigorosa di una delle più affascinanti rotte commerciali della storia. E io non posso che consigliarvi la lettura di questo saggio!

 

Luciano Cretella

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