Cari amici medievaleggianti, il libro che recensiamo per voi oggi è La storia al contrario. Papesse e antipapi, nani e fantasmi di Tommaso di Carpegna Falconieri, Salerno Editrice (2025). 

Medievista ed esperto di medievalismo, di Carpegna ne La storia al contrario prende in analisi quattro argomenti interessanti, e caratteristici, dell’immaginario “storico” medievale, come si evince dal sottotitolo. Cosa che solitamente non faccio mai quando si parla di recensioni, parto dalla fine: dovete leggerlo. Che voi siate storici o appassionati, che vi interessino o meno gli argomenti proposti, ripeto, dovete leggerlo.

Di Carpegna scrive un libro che, a parer mio, dovrebbe essere considerato e adottato come manuale di studio, a prescindere dal contesto specifico. E’ vero, parla di argomenti medievali, ma la scelta espositiva fa sì che possa essere preso ad esempio da qualsiasi materia umanistica: come si legge il passato, quali domande è giusto porsi quando si parla dei “se” e come si affronta lo studio di un argomento, sia esso mitico, leggendario o storico.

Di Carpegna è un maestro della divulgazione, lo sappiamo, e La storia al contrario lo riconferma. Il libro scorre velocissimo e senza paroloni astrusi, incuriosendo, spiegando e soprattutto, vero pregio del testo oltre agli argomenti, spingendo a ragionare. Insegnando a leggere i contesti, a cercare le radici e a contemplare l’aspetto contemporaneo senza sminuirlo, ma neanche storicizzandolo. 

E’ un’opera di metodo storico mascherata da libro di lettura, scritta con l’intento di offrire un modo leggero per riflettere seriamente sulla storia”. L’autore senza dubbio riesce nel suo intento, perché sono certa che se dessi il libro a chiunque fuori dal nostro settore reagirebbe come ho reagito io. Questo è il grande potere di La storia al contrario: essere essenziale, dopotutto fa parte della collana “Piccoli Saggi” della casa editrice, ma non scontato. Accompagna il lettore nelle pieghe della storia e lo aiuta a farsi le giuste domande, senza mai banalizzare nulla.

Se vogliamo che ci si appassioni alla Storia, e nel nostro caso specifico al Medioevo, abbiamo bisogno di più saggi così, che non parlino a se stessi ma che dialoghino con il lettore. Soprattutto in un momento storico come questo, dove si sta perdendo la capacità di ragionare e di avere pensiero critico.

Non insisterò oltre sui pro di La storia al contrario, ma spero che vi fidiate sulla parola. L’ho letto davvero con piacere e spero di poter incontrare altri testi così, che mi facciano appassionare di nuovo ad argomenti che già conosco.

Ora passo la palla a voi e aspetto in compagnia della Papessa Giovanna, degli Antipapi, di Nani e Fantasmi di sapere cosa ne pensate di questo libricino che in realtà è più imponente di quello che sembra.

Buona lettura e alla prossima!

 

Martina Corona 

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