
Cari amici medievaleggianti, il libro che vi presentiamo oggi è Tutto in una notte. Una storia insonne del Medioevo di Beatrice Del Bo, edito da il Mulino e uscito proprio oggi 23 gennaio in tutte le librerie.
In breve
E’ con grande piacere che scriviamo di questo libro perché Del Bo, così come è stato per L’Età del Lume e Arsenico e altri veleni, non sbaglia un colpo. Ci ha accompagnato attraverso una “storia materiale della luce” del Medioevo e all’interno di spezierie e vie piene di profumi e oggi, con grande maestria, ci conduce in “una e mille ipotetiche notti medievali, illuminate da torce, candele e falò”.
Tutto in una notte: di cosa parla il libro
Tutto in una notte è una visione a tutto tondo degli aspetti che caratterizzano le ore buie medievali. Cosa si faceva di notte nel Medioevo? Del Bo ce lo spiega analizzando gli elementi distintivi di questa parte della giornata.
Appena apriamo il libro l’indice ci dà un’idea di tutto ciò che andremo a scoprire: Guida alla notte medievale, Cenare, Divertirsi, Lavorare, Fare sesso, Nascere e morire, Spostarsi, Disobbedire e delinquere, E se proprio non c’è nient’altro da fare: dormire!.
Interessante la suddivisione e la scelta delle macrocategorie e già dalla seconda pagina non vediamo l’ora di leggere ciò che seguirà!
Per non spoilerarvi tutto il libro, abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti di esso, giusto per darvi un assaggio delle chicche che troverete.
La notte
Questa storia insonne del Medioevo inizia con una guida, letteralmente, per capire cosa si intende per notte nell’Età di Mezzo. Eh già perché noi siamo abituati a considerare gli avvenimenti secondo il nostro calendario contemporaneo, ma all’epoca come si stabiliva – tolte le ore di luce/buio naturale – che ore fossero e quando si poteva cominciare a calcolare la sera? Sono domande che molto spesso non ci poniamo, ma le cui risposte ci servono per leggere gli avvenimenti e le culture di riferimento nel modo giusto.
La cena
Dopo aver compreso la scansione del tempo Medievale, ci addentriamo nella vita notturna e iniziamo con quello che facciamo tutti (anche oggi): la cena. Entriamo nelle case a odorare aromi e spezie e impariamo a cucinare grazie al Mesnagier de Paris, un libro scritto da un amico del famoso duca di Berry e destinato alla sua sposa. Non è una cena popolare, parliamo infatti dell’alta borghesia, ma questo non intacca il fascino delle descrizioni che tra zuppe, creme e bolliti ci insegna cosa e come mangiavano nel Medioevo. Si potrebbe anche provare a riprodurli questi piatti! Non mancano inoltre le cene nelle taverne, i banchetti principeschi e uno sguardo all’interno dei monasteri.
Il divertimento
Finito di cenare, passiamo al divertimento. In molti casi si pensa che le persone nel Medioevo fossero noiose e poco avvezze al piacere e invece, come sempre, non è così. I medievali sapevano divertirsi parecchio! La scoperta più affascinante è stato il gioco della zara, dove bisogna indovinare la combinazione di numeri – compresa tra 3 e 18 – che può uscire dal lancio di tre dadi. Più la combinazione è improbabile e più si vince. Del Bo ci spiega che: “E’ così diffuso che azzardo deriva proprio da «ludus azare», gioco della zara”.
Ma i nostri avi non si divertivano solo con il gioco d’azzardo, tra l’altro vietato per diverse ragioni e concesso in occasioni speciali come tra Natale e Capodanno, giocavano anche a scacchi, per esempio.
La notte, però, è giovane e quindi troviamo tanti altri modi per divertirci, che continuiamo a usare anche oggi: feste, fuochi d’artificio, canti e balli. Tra un bicchiere di vino e un boccale di birra, tra giochi e spettacoli serali possiamo ben dire che a tutti noi sarebbe piaciuto passare una serata nel Medioevo!
Fare sesso
Sì, nell’Età di Mezzo si avevano rapporti sessuali. Sebbene si creda che “lo strapotere della Chiesa” incidesse in maniera prevaricante sui piaceri della carne, sappiamo che non è così. Per ovvie ragioni non abbiamo contezza dei dettagli e della frequenza dei rapporti tra coniugi e amanti ma possiamo desumerli da novelle e prediche di Frati. E non solo tra marito e moglie, ma anche in altri ambienti… come dire poco ortodossi!
Dormire
Il dolce dormire, com’è ovvio che sia, è una priorità dell’essere umano, sia per questioni fisiologiche che per essere produttivi per la giornata che ci aspetta. Sentiamo spesso dire che è necessario dormire otto ore al giorno e sembra che nel Medioevo la pensassero allo stesso modo!
L’Almanacco della salute, infatti, precisava che “la miglior cosa è dormire otto ore, suddividendole a metà tra le prime due e le ultime due ore della notte”. Eh sì, perché nel Medioevo il sonno era diviso in due “il primo sonno” e il “secondo sonno”, ognuno composto da circa quattro ore e intramezzato da un periodo di veglia.
Per quanto riguarda la qualità del sonno, possiamo dire che era direttamente proporzionale al livello sociale della persona. Sdraiarsi su un pagliericcio o in un comodo letto dipendeva appunto da questo.
Non vi riveleremo oltre di Tutto in una notte. Una storia insonne del Medioevo, come è giusto che sia vogliamo lasciarvi il piacere di scoprire da soli tutte le altre chicche presenti nel libro.
Perché leggerlo
Tutto in una notte ve lo consiglio per diversi motivi: l’argomento. Estremamente affascinante, mai banale e interessante per approfondire una quotidianità notturna della vita medievale.
L’utilizzo intelligente e narrativo delle fonti, tanti personaggi e aneddoti affollano le pagine dell’opera di Del Bo e quindi apprendiamo incuriositi, divertiti e a volte anche sorpresi, senza sentire la pesantezza di un uso programmatico e analitico delle fonti storiche (sempre necessarie ma spesso poco valorizzate all’interno dei testi).
Lo stile narrativo, tratto distintivo dell’autrice. I libri dei Beatrice Del Bo scorrono, appassionano, stimolano e si leggono praticamente da soli. E’ la seconda opera che recensisco e non ho mai avuto la sensazione che subentrassero noia o difficoltà. I suoi libri si leggono per puro piacere, e mentre ci dilettiamo impariamo anche tanto. E’ mia opinione che dovrebbe essere presa da esempio da tutti su come si scrive un libro indirizzato veramente al lettore, sia esso semplice curioso, appassionato o di settore.
Le opere di Del Bo sono un’esperienza più che una lettura, un viaggio su carta che ci porta davvero a passeggiare per le vie del Medioevo, di giorno e di sera.
Ve lo consiglio vivamente e io, in attesa che esca la sua prossima fatica, vi auguro buona lettura!
Martina Corona
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