Facciamo un gioco: immagina di essere il re di Gerusalemme agli inizi del XII secolo: hai appena conquistato un nuovo nucleo di territori in terre straniere e ricche ma sei a corto di uomini, e i Saraceni imperversano le strade sulle quali transitano i pellegrini provenienti dall’Occidente cristiano, per poter venerare le reliquie e i luoghi santi venerati dall’intera cristianità occidentale.

Cosa fai? A chi affidi la difesa dei pellegrini inermi, venuti da molto molto lontano per percorrere gli stessi passi e visitare i luoghi del Cristo?

Durante la battaglia dell’Ager Sanguinis, conosciuta anche con il nome “battaglia del Campo di Sangue”, (28 giugno 1119) vi fu uno scontro molto sanguinoso avvenuto tra l’esercito schierato dal principato di Antiochia, e quello del sultano di Aleppo, Ilghazi, il quale inflisse una sonora sconfitta alle forze cristiane. 

Il regno di Gerusalemme, guidato da Baldovino II (1118-1131), si vide costretto a intervenire militarmente per evitare che lo stato crociato cadesse nelle mani musulmane: il re assunse il comando della provincia di Antiochia, la quale riuscì a resistere contro l’offensiva musulmana. Questa stagione di emergenza militare aiuta a comprendere l’iniziativa del cavaliere della Champagne Ugo di Payns (1118-1136), fondatore e primo Gran Maestro dell’Ordine Templare. 

L’Outremer, (così gli occidentali chiamavano gli stati latini d’Oriente) era quindi sguarnito di forze militari; i Templari furono un gruppo di monaci-guerrieri, nati dall’esigenza di proteggere e tenere al sicuro i pellegrini sulle strade della Terrasanta. Un fatto interessante è che nessuno dei contemporanei ritenne interessante riportare la nascita di questo primitivo nucleo dell’Ordine descritti, invece, da tre cronisti della seconda metà del XII secolo: Guglielmo di Tiro, arcivescovo dell’omonima città (morto nel 1186 ca.), Michele il Siriano, patriarca giacobita di Antiochia (morto nel 1199), e Walter Map, arcidiacono di Oxford (morto tra il 1208 e il 1210).

Da bravi storici consultiamo le fonti e chi ci riporta i fatti avvenuti molto tempo fa: così scriveva Guglielmo di Tiro durante la nascita dell’Ordine del Tempio:

Alcuni nobili cavalieri dell’ordine equestre, devoti e timorati di Dio, si consacrarono al servizio di Cristo, e tra le mani del patriarca fecero professione di vita secondo l’usanza dei canonici regolari, nella castità, nell’obbedienza e nella povertà. I primi e i più noti di loro furono due uomini venerabili, Ugo di Payns e Goffredo di Saint-Omer. Dato che non disponevano né di una chiesa né di una sede stabilita, il re concesse loro di alloggiare per un certo tempo nel suo palazzo, poco più a sud del Tempio del Signore. I canonici (del Tempio del Signore) concedettero loro anche lo spazio che possedevano in direzione del palazzo, per i loro esercizi, a certe condizioni.

Questo singolo brano è già ricco di informazioni. Bisogna però precisare che Guglielmo di Tiro non era un testimone diretto degli eventi, e che il suo brano venne ripreso da Giacomo di Vitry. Vediamo ora cosa racconta Michele il Siro, il patriarca di Antiochia:

All’inizio del regno di Baldovino II venne a pregare a Gerusalemme, da Roma, un uomo della Franca contea. aveva fatto voto di non tornare più nel suo paese, ma di farsi monaco, trascorrendo il resto della vita a Gerusalemme, dopo aver aiutato il re in guerra per tre anni, lui e i trenta cavalieri che lo accompagnavano. Quando il re di Gerusalemme e i nobili videro che si erano distinti in battaglia e che durante i tre anni si erano rivelati utili alla città, consigliarono a quest’uomo e a quelli che si erano uniti a lui di continuare a servire nella cavalleria e di proteggere questi luoghi dai banditi, invece di farsi monaci e dedicarsi alla salvezza dell’anima. Quest’uomo, il cui nome era Ugo di Payns, accettò il consiglio. I trenta cavalieri che lo accompagnavano si unirono a lui. Il re diede loro, quale abitazione, la casa di Salomone.

Una fonte che prima non ho citato è quella di Ernoul (seconda metà del XII sec. circa), scudiero di Baliano di Ibelin; il brano è molto interessante e merita di essere preso in esame:

Una volta che i cristiani ebbero conquistato Gerusalemme, un gran numero di cavalieri si consacrò al tempio del Sepolcro e molti lo fecero in seguito, provenienti da ogni dove. Essi obbedivano al priore del Sepolcro. Vi furono valorosi cavalieri oblati. Questi discussero tra loro e dissero «Abbiamo lasciato le nostre terre e i nostri amici, e per innalzare ed esaltare la legge di Dio siamo giunti fino a qui. Ma qui beviamo, mangiamo e sperperiamo senza far nulla, non combattiamo, anche se ce n’è bisogno ovunque. E obbediamo a un prete senza combattere. con il consenso del nostro priore discutiamo ed eleggiamo fra noi un Maestro che ci conduca in battaglia quando necessario…». A quel tempo era re Baldovino. Si recarono dunque da lui e dissero: «sSire, per Dio, consigliateci, perché in questo modo abbiamo appena deciso di eleggere fra noi un maestro, che ci conduca in battaglia per venire in aiuto del regno». Il re ne fu molto contento e disse che volentieri ci avrebbe riflettuto e gli avrebbe aiutati. Allora il re chiamò il patriarca e gli arcivescovi e i vescovi e i baroni del regno per prendere una decisione. Si accordarono su cosa fosse meglio fare (…) e il re e i suoi consiglieri fecero così tanto verso il priore del Sepolcro che egli li affiancò dall’obbedienza.

Dalle fonti prese in considerazione capiamo che i Templari furono monaci-guerrieri, che, durante i primi anni di vita del regno latino d’Oriente, presero la decisione di dedicarsi in modo totalizzante al loro pellegrinaggio armato.

Quando vennero fondati esattamente?

 La data esatta è incerta.

Si sa, però, che nel 1129 dopo il concilio di Troyes (1129), i compagni di Ugo di Payns divennero formalmente un Ordine, e i suoi partecipanti Pauperes commilitones Christi. Nel 1128, invece, venne approvata la loro Regola latina. I cavalieri-monaci delle origini non erano diversi dai semplici monaci, dei quali l’Occidente medievale aveva da tempo familiarità. Fu dopo molto tempo che, grazie alla loro abilità con le armi e con l’esperienza militare, questa confraternita di uomini laici si mise al servizio della corona di Gerusalemme: il loro compito principale degli esordi, quindi, era quello di scortare e proteggere i pellegrini lungo le vie della Terrasanta, infestate da predoni e Saraceni visto che le forze militari del regno di Gerusalemme erano esigue. 

Ugo di Payns è il primo cavaliere ad essere menzionato nelle fonti, ed è citato assieme a un altro cavaliere, Goffredo di Saint-Omer. Chi era veramente Ugo di Payns? I brani riportano che egli era un cavaliere, un nobile che apparteneva alla piccola nobiltà della Champagne, ma che conosceva la realtà del regno di Gerusalemme. Nacque intorno al 1070 e si sposò una prima volta intorno ai vent’anni, divenendo padre di una figlia; rimasto vedovo, però, agli inizi del XII secolo figura tra i monaci cistercensi di Molesme. Sarà un’esperienza transitoria, poiché ricomparve in pieno stato di uomo laico tra il 1100 e il 1102, in qualità di testimone in alcuni atti, redatti a Troyes nei quali venne indicato come «Hugo de Paeneiis», «Hugo de Peans», «Hugo de Pedans». Era legato da vincoli vassallatici a Ugo, conte di Champagne: sarà insieme a lui che, nel 1104 si mise in pellegrinaggio in Oriente, da dove tornò tre anni dopo; nel 1113, compare come «Hugo, dominus de Peanz», si può supporre che fosse ancora nella Champagne. Durante l’ultimo viaggio con il suo signore nel 1114, Ugo questa volta decise di fermarsi in modo stabile nella Città Santa, finendo per finire tra la schiera dei monaci cavalieri del Santo Sepolcro.

Re Baldovino II concederà a questo primo nucleo di monaci in armi un’ala di quello che, fino dal 1104, era stato il palazzo regio situato dalla cosiddetta spianata del Tempio, noto ai latini come il Tempio di Salomone. Identificati nella quotidianità attraverso una quantità di denominazioni, si andrà a formarsi quella di milites Templi, cioè Templarii. Per il titolo completo di Pauperes commilitones Christi Templique Salomonici (“poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone”), bisognerà aspettare il 1129, quando verranno definitivamente istituzionalizzati al Concilio di Troyes, e dotati di una loro regola personale.

Ma questa è un’altra storia, appuntamento al prossimo articolo!

 

Matteo Nasi

 

Per approfondire:

ANDENNA GIANCARLO, COSIMO DAMIANO FONSECA, FILIPPINA ELISABETTA, I Templari, grandezza e caduta della ‘Milita Christi’ Vita e Pensiero, Milano 2016

BARBER MALCOM, La storia dei Templari, vita avventurosa, storia e tragica fine dei leggendari monaci guerrieri, Edizioni Piemme, Milano 1997

CARDINI FRANCO, Templari e templarismo, storia, mito, menzogne, il Cerchio, Rimini 2011

DAN JONES, I Templari, la spettacolare ascesa e la drammatica caduta dei guerrieri di Dio, Hoepli,  Milano 2018

MORDENTI JACOPO, I Templari, storia di monaci in armi (1120-1312), Carocci Editore, Roma 2022

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