
Numerosi sono i testi della compianta Chiara Frugoni, nota medievista e divulgatrice, che ci hanno regalato splendidi splendidi ritratti sul nostro amato Medioevo e per l’anno giubilare 2025 la casa editrice Il Mulino ristampa un testo fondamentale della scrittrice.
Due papi per un giubileo. Celestino V, Bonifacio VIII e il Primo Anno Santo uscì in occasione del Giubileo del 2000 e questa riedizione non vede modifiche al testo ma l’aggiunta di numerose immagini che aiutano meglio a comprendere il pensiero della storica. Quello che si apprezza sempre delle pubblicazioni di Chiara Frugoni è la capacità di far dialogare parole e immagini, di spiegare e rendere il Medioevo più vivo attraverso foto esplicative dei concetti espressi perché la società medievale comunicava moltissimo attraverso le immagini. Le raffigurazioni nelle facciate di pietra delle cattedrali, le miniature di manoscritti, le pale d’altare sono espressione di una società e vanno inserite in quel contesto per essere comprese appieno, storia e arte debbono dialogare.
Tralasciando questo mio sproloquio sul rapporto tra storia e arte, entriamo nel vivo della recensione di questo volume.
Chiara Frugoni, da docente e divulgatrice, per spiegare la nascita del Giubileo parte da lontano da ben prima di Bonifacio VIII. L’istituzione di questa ricorrenza è fatta risalire all’invenzione del Purgatorio, giusto per citare un altro noto storico come Jacques Le Goff, con quell’idea che prima di arrivare in Paradiso si debba scontare una pena in un aldilà intermedio.
In un mondo in continuo mutamento, soprattutto nei secoli centrali (XI/XIII), di lotte per il potere e soprattutto di tentativi di riconquista dell’agognata Terra Santa le donne e gli uomini del Medioevo cercano modi e gli vengono proposti rimedi per dimezzare gli anni e le pene da scontare in Purgatorio. Così nascono le indulgenze. E queste pian piano diventano delle merci da comprare, per buona pace di Martin Lutero.
Il volume della Frugoni ci narra della crescente importanza che le indulgenze e i pellegrinaggi assunsero nella vita dei “medievali”, questi ultimi erano parte integrante della vita del buon cristiano e una volta persa la Terra Santa era ovvio che il flusso si riversasse ancora più abbondantemente su Roma, la città del papa.
Concluso questa parte introduttiva su come e perché nasce il Giubileo, segue un capitolo dedicato alla complessa vita dell’eremita Pietro da Morrone prima e dopo la sua salita al soglio pontificio con il nome di Celestino V e di come sia stato lui a piantare il seme del Giubileo che poi Bonifacio VIII raccolse, così come viene raccontato nell’ultima sezione del libro.
Insomma, per chi abita a Roma o per chi ci passerà in questo 2025 gli sarà consolante sapere che anche durante il Giubileo del 1300 la città non resse molto all’arrivo dei pellegrini. Quindi se desiderate non solo saperne di più sulle origini di questo evento, ma amate la scrittura di Chiara Frugoni e soprattutto desiderate farvi consolare sul fatto che negli ultimi 300 anni e poco più la nostra capacità di gestione di grandi masse di persone concentrate in un unico luogo non è migliorata, allora questo libro fa per voi!
Giulia Panzanelli
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