Cari amici medievaleggianti, il libro di cui parleremo oggi è una nuova uscita di Carocci Editore, stiamo parlando de Il diavolo. Storia iconografica del male di Laura Pasquini, finito di stampare veramente da poco (ottobre 2024).

Come sapete sono un’appassionata di certi temi e devo ammettere che questo saggio merita davvero. Non solo per la qualità della stampa e la grande quantità di immagini, ma proprio per l’impostazione del lavoro. L’autrice, con somma maestria devo dire, ci fornisce fin dalle prime pagine gli strumenti per apprezzare a pieno il suo lavoro.

Lodevole la contestualizzazione del protagonista, in questo caso il diavolo, che ci viene raccontato attraverso le parole – e le situazioni – dei nostri antenati. Molto spesso capita di leggere degli studi che si concentrano, giustamente anche, sulla percezione di un personaggio in un preciso periodo storico, mentre in questo caso siamo partiti dall’inizio. Questa scelta permetterà a tutti i lettori, sia chi ha già approfondito l’argomento sia chi deve ancora farlo, di comprendere appieno come si è formata un’iconografia che per noi oggi è comune.

In Il diavolo. Storia iconografica del male partiamo dall’inizio: chi, come, cosa e perché. E’ sorprendente scoprire, al contrario di quanto si possa pensare, che in realtà le rappresentazioni di Lucifero si muoveranno di pari passo con la maturazione della sua figura attraverso gli scritti dei Padri della Chiesa. Da angelo caduto a “principe di questo mondo”, da essenza ambigua a creatura antropomorfa con tratti animaleschi, Satana ha compiuto un’evoluzione sorprendente, trasformandosi di volta in volta nel male di cui c’era bisogno.

E ho scelto queste parole apposta, perché come può sembrare ovvio, l’angelo caduto diventa il capro espiatorio e la ragione di ogni male del mondo, oltre che signore e padrone dei nemici e dei diversi. Lo studio di Pasquini non si lascia andare a interpretazioni personali o a commenti di nessun tipo, ma dà al lettore la possibilità di comprendere da sé come siamo arrivati alle rappresentazioni di oggi, partendo non come si potrebbe pensare dall’inizio dei tempi ma dallo sbocciare dell’arte a lui riservata intorno all’XI secolo. Ci è voluto un po’ per capire come si volesse rappresentarlo.

Il diavolo. Storia iconografica del male è un libro che mi sento caldamente di consigliare, per argomento, completezza, trattazione e ovviamente bellezza. Non ricordo di aver visto altri studi così sul tema (disamina di questo tipo di iconografia dall’antichità ai giorni nostri), che riescano a lasciarti un senso di comprensione totale e a farti perdere nella grandezza delle rappresentazioni artistiche. Credetemi, le immagini riportate in questo libro sono di una bellezza preziosa.

Ringraziamo l’autrice per essersi presa la briga di trattare un argomento così complesso e per averci regalato uno studio che sicuramente diventerà una pietra miliare sul tema.

Alla prossima e buona lettura! 

 

Martina Corona

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