Tra le nozioni che impariamo fin dalle elementari possiamo ritrovare anche quella che viene definita economia curtense. Il sistema che stabiliva l’economia nell’alto Medioevo, tra l’VIII e il IX secolo, in particolare nell’età carolingia. Come poteva quindi mancare un articolo dedicato qui su Medievaleggiando? 

Questo tipo di economia altomedievale era completamente basato sull’agricoltura e trovava applicazione nella campagna, il luogo principale di produzione. Si trattava di terre possedute da un signore, un padrone. I possedimenti fondiari di cui parliamo venivano denominati villae. La villa era divisa tra la pars dominica, ossia le terre appartenenti al signore (dominus) e da lui amministrate e la  pars massaricia, comprendente i poderi (mansi), gestiti autonomamente dai contadini, ai quali venivano dati in concessione dal signore. I contadini, o liberi o di condizione servile, erano detti massari, da qui il nome della parte della villa a loro concessa.  I mansi, inoltre, erano divisi sulla base di chi li gestiva. Esistevano i mansi ingenuili e i mansi servili.  I primi erano gestiti da coloro che erano liberi (ingenui), mentre i secondi dai servi(detti casati, perché non completamente sottomessi al padrone).  Queste terre non sempre si trovavano unite, ma potevano essere anche sparse, vicine ad altre terre, appartenenti ad altre ville. 

E allora perché, vi chiederete, viene chiamata anche economia curtense? Ebbene, questi possedimenti del signore, del dominus, erano denominati anche curtis, da qui la definizione di economia curtense. 

Essendoci carenza di manodopera, per cui quella presente non bastava a coprire tutto il lavoro per i possessori fondiari, soprattutto i lavori di aratura e mietitura, i signori decisero di sfruttare anche coloro che gestivano la pars massaricia. E qui entrano in gioco dei lavori che i contadini della pars massaricia erano obbligati a svolgere su richiesta del dominus. Questi lavori erano chiamati corvées. Le  corvées potevano occupare diverso tempo ai massari, pensate che, soprattutto per gli schiavi casati, questi lavori potevano richiedere come minimo tre giorni alla settimana. Questo inficiava di molto il mantenimento del proprio manso. I lavori richiesti ai proprietari dei mansi ingenuili erano di certo di minore fatica, ma comunque impegnativi. Con il tempo queste diverse tipologie di  corvées divennero legate alla terra e non in base a chi li gestiva. Le fonti accertano, ad esempio, la presenza di schiavi casati nei mansi ingenuili e, viceversa, degli ingenui nei mansi servili e i secondi dovevano adempiere a molti più compiti rispetto ai primi.  Come in ogni lavoro manuale, poteva capitare che la manodopera contadina producesse qualcosa in più. Il poco che veniva prodotto in maggiore quantità dai contadini, veniva speso dai signori principalmente nell’industria bellica e in beni di lusso.

 

Eleonora Morante

 

Per approfondire: 

ANDREOLLI BRUNO, MONTANARI MASSIMO, L’azienda curtense in Italia. Proprietà della terra e lavoro contadino nei secoli VIII-XI , Clueb 1983

GIARDINA ANDREA, SABBATUCCI GIOVANNI, VITTORIO VIDOTTO, Il Medioevo, Laterza 1988

PERSSON GUNNAR KARL, SHARP PAUL, Storia economica d’Europa, Maggioli Editore 2021

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Written by : Redazione

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