Troppo spesso quando pensiamo al Medioevo pensiamo a uno spazio geografico ristretto che non aveva contatti con altri “mondi”, dove non si viaggiava; ma soprattutto, siamo irrimediabilmente portati a pensare solo all’Europa. Se la prima parte delle precedenti affermazioni, grazie a numerose e recenti pubblicazioni “divulgative”, sta venendo sfatata per la seconda dobbiamo ancora lavorare. Sicuramente, il “nostro Medioevo” è diverso in altre parti del mondo e sicuramente questa categoria, per come la intendiamo noi, è applicabile alla sola Europa. Questo significa che dobbiamo guardare all’Età di Mezzo in un’ottica più globale e l’episodio raccontato in questa pubblicazione ci fa capire che abbiamo sempre più bisogno di leggere di “altri Medioevi”.

La carovana del sultano. Dal Mali alla Mecca: un pellegrinaggio medievale di Marco Aime, edito da Einaudi nel 2023, è un libro che ha come focus un episodio che a noi non dirà niente ma che invece per la storia dei paesi Sub-Sahariani di religione islamica è molto importante. 

I primi capitoli del volume sono incentrati a contestualizzare non solo l’episodio del pellegrinaggio ma anche la storia dell’attuale Mali (sconosciuta a molti di noi) e il modo in cui l’autore Marco Aime, docente di Antropologia culturale dell’Università di Genova, ha deciso di affrontare l’argomento.

Si prosegue con la narrazione vera e propria dell’episodio, questo imponente pellegrinaggio la cui eco arrivò anche in Europa e che ebbe implicazioni importanti per la storia del Mali. ll viaggio verso La Mecca, compiuto per onorare uno dei cinque pilastri dell’Islam (gli altri sono: la Testimonianza di fede, la preghiera, l’elemosina legale, il digiuno nel mese di Ramadan) ha per protagonista Mansa Musa, nono imperatore del Mali e, secondo il sito americano Celebrity Net Wort, l’uomo più ricco della storia. 

Il pellegrinaggio, avvenuto agli inizi del Trecento, è narrato con uno stile semplice e accattivante, intervallato da brani di fonti che rendono il racconto molto più vivo. Aime ne descrive le tappe, le ragioni, le implicazioni così come farebbe uno storico, senza dimenticare il suo sguardo di antropologo profondo conoscitore del mondo africano.

A mio avviso, la parte più importante, fermo restante che l’evento protagonista di questo libro è molto interessante, è l’ultimo capitolo che non solo dà contezza dell’importanza del pellegrinaggio di Mansa Musa nella storia del Mali e dell’Islam, ma propone una riflessione storica/storiografica di come si sia affrontata, e si affronti tutt’oggi, la storia del continente africano. Quanto ancora pesa la cultura coloniale nel nostro modo di fare storia africana? Purtroppo ancora molto e questo libro rappresenta un tassello importante nell’offrire un modo differente di guardare agli eventi dell’Africa, non più in funzione della storia europea ma come “storia a sé stante”, autonoma e interessante di per sé. 

Concludendo, questo è un libro che mi sento di consigliare a chi desidera sapere qualcosa di più sul Medioevo extraeuropeo, su come andasse il mondo al di fuori del nostro continente, insomma avere consapevolezza che esistono anche Medioevi fatti di: deserti, oro, dromedari, oasi ma non crociate!

 

Giulia Panzanelli 

Share This Story, Choose Your Platform!

Written by : Redazione

Iscriviti alla nostra Newsletter

Leave A Comment