Cari amici medievaleggianti, quello che recensiamo oggi è il secondo libro della nostra rubrica a tema fiabe: La fiaba irresistibile. Storia culturale e sociale di un genere di Jack Zipes ed edito da Donzelli Editore (2021). Il libro appare interessante già dalla Premessa, di cui voglio citarvi l’incipit: “Le fiabe sono memi. Esse costituiscono forme essenziali di comunicazione in virtù delle informazioni cruciali che contengono e che, sin da quando la specie umana ha cominciato a parlare, consentono agli individui di affrontare problemi fondamentali che mettono a repentaglio la nostra stessa umanità.”

Il meme, che oggi siamo abituati ad associare a immagini divertenti online, è in realtà un elemento di una cultura che può essere replicato e trasmesso per imitazione da un individuo ad un altro (Treccani). Perciò, a livello culturale, ha un significato molto più profondo e le fiabe lo incarnano in modo eccellente. Esse, come ci spiega l’autore, sono per noi fondamentali proprio perché ci aiutano nell’affrontare, a modo loro, le diverse situazioni della vita. 

Troppe volte, ultimamente, le abbiamo viste bistrattate e strumentalizzate mentre, per fortuna – e lo sottolineo – ci sono libri come quello di Zipes che ci aiutano a rinquadrarle nel loro contesto di appartenenza, restituendo loro il ruolo che gli spetta. Se l’opera di Sanga ci mostra le fiabe (popolari) da un punto di vista più strutturale e antropologico, quella di Zipes ci conduce in un viaggio più ampio e storico all’interno di questo genere. Si parte dall’inizio, dalla nascita all’evoluzione che ha subito nel corso del tempo.

Devo dire che sono rimasta molto colpita, non solo per la trattazione dell’argomento estremamente precisa ma anche per la leggibilità dello studio. Nonostante sia uno studio accademico, il testo è straordinariamente scorrevole per stile e terminologia, cosa non scontata nelle opere di settore. Una lettura davvero interessante, che lascia niente al caso e non si concentra su tematiche ovvie. Per farvi un esempio pratico, quando leggerete la terza parte “Rifare Barbablù ovvero Addio a Perrault” e la quarta “La strega come fata/La fata come strega”, sono certa che rimarrete affascinati così come lo sono stata io.

La fiaba irresistibile è stata una bella scoperta soprattutto perché ha evidenziato come la nostra cultura e molte immagini e costrutti che abbiamo nella mente siano intrisi di fiabe fin nel profondo. E’ un libro che mi sento di consigliare a chiunque, dal ragazzo del liceo allo studioso, perché veramente dà ottimi spunti di riflessione e voglia di approfondire ancora di più l’argomento. Dovrebbero esserci più testi così, che non sacrificano l’argomento per arrivare a tutti ma riescono a farlo semplicemente con la chiarezza e la conoscenza di chi scrive. Complimenti davvero.

 

Martina Corona

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Written by : Redazione

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