Cari amici medievaleggianti, oggi recensiamo con piacere La storia medievale senza luoghi comuni. Aggiornamenti sul Medioevo a cura di Antonio Brusa e Giuseppe Sergi ed edito da Palumbo Editore (2024).

Cominciamo col dire che questo libro ha un target ben preciso: chi insegna di Medioevo (o chi lo divulga, che a mio parere rientra comunque nella categoria target). Possiamo definirlo, perciò, come ci suggerisce il titolo un libro di aggiornamento per addetti ai lavori. Noi siamo soliti recensire testi di ampio respiro, ma trovo che sia giusto portare all’attenzione del nostro pubblico anche testi più settoriali.

La storia medievale senza luoghi comuni mi ha piacevolmente colpito, perché nonostante sia dichiaratamente un libro dedicato a chi è del mestiere, secondo me può essere gradevole anche per gli appassionati. Il filo conduttore del volume è un nuovo modo di ripensare la comunicazione sui temi medievali, di cui sono stati scelti quelli più famosi: religione, politica, culture, configurazione geografica, popoli, etc. etc. 

E’ proprio per questo che ritengo che sia un testo che può affascinare anche il pubblico fuori dall’accademia. Questo libro ha il merito di spingerti a ragionare, a rivedere proprio il modo di comunicare in sé più degli stereotipi, perché ha ragione Sergi, quando nell’introduzione dice: «E si tratta qui di esempi scelti quasi a caso [argomenti come il “feudalesimo”, “eresia”, “bizantinismo”,…] fra decine e decine di termini che, connessi con il Medioevo, paralizzano le nostre conoscenze entro schemi dati. Sono schemi derivati dalla pigrizia delle conoscenze sedimentate e diffuse, ma sono anche continuamente alimentati dall’utilità della “categoria Medioevo”».

Ho trovato i saggi, a prescindere dal nostro lavoro di divulgazione, veramente interessanti e ho apprezzato tanto questa “nuova” prospettiva di lettura degli eventi. Quello proposto da La storia medievale senza luoghi comuni è un metodo efficace di approccio alla storia e, secondo me, obbligatorio in virtù dell’epoca in cui ci troviamo. Non è più accettabile nascondersi dietro il solito “si è sempre studiato o raccontato così”.

Abbiamo tutti bisogno, addetti ai lavori e non, di più libri di questo spessore, di pensare di più, di articolare il modo di comunicare in maniera diversa. Dobbiamo staccarci dagli “stereotipi comunicativi” a cui tutti siamo ancorati, che ci piaccia o meno. Speriamo di vedere presto altri testi di questa tipologia, perché sono davvero necessari.

Prima di salutarvi, mi permetto di suggerire tre saggi de La storia medievale senza luoghi comuni che – a titolo personale – ho trovato particolarmente stimolanti e che spiegano molto bene gli argomenti principali di cui trattano:

  • Popolazioni, etnie, popoli di Walter Pohl
  • Dai Longobardi ai carolingi di Germana Gandino
  • Diverse ortodossie, non eresie di Barbara Garofani

Per oggi amici è tutto e prima di rincontrarci per la prossima recensione, vi auguro buona lettura!

 

Martina Corona

SHARE THIS STORY ANYWHERE

Join the community

Iscriviti alla nostra community ed entra a far parte dei medievaleggianti.

social media

Seguici sui social per rimanere aggiornato su storia, curiosità ed eventi!