Si avvicina il Natale e l’episodio tra i più conosciuti che riguarda questa festività ha come protagonista il poverello d’Assisi, Francesco. Ricorderete che recentemente abbiamo recensito il libro di Chiara Frugoni Il presepe di San Francesco. Storia del Natale di Greccio. Quale miglior momento, quindi, per scrivere un articolo sulle opere e gli affreschi raffiguranti l’episodio del Natale di Greccio, attingendo al libro già citato della storica medievista.  Chi meglio di Chiara Frugoni, ho pensato, può raccontare e descrivere le fonti iconografiche?

Ci troviamo nel 1223, la notte di Natale quando il poverello d’Assisi, a Greccio celebrò il Natale, allestendo  il presepe vivente.  Nella recensione del libro di Chiara Frugoni si è sottolineato come, rispetto alla narrazione della vita di Francesco, vi sia una differenza tra le prime fonti biografiche e quelle successive. La storia si ripete anche per quanto riguarda l’arte. La prima fonte iconografica che abbiamo sul Natale di Greccio, infatti, è tratta dalla tavola Bardi di Coppo Marcovaldo datata nel 1243 (Santa Croce in Gerusalemme, Firenze). In quest’opera è raffigurata la vita di Francesco nei suoi più importanti avvenimenti. Per quanto riguarda Greccio la stessa Frugoni scrive:

Per il tratto che ci interessa, si susseguono: la richiesta di Francesco a Innocenzo III perché sia approvata la sua regola e quindi, rompendo l’ordine biografico, la predica a Greccio, poi agli uccelli e infine al sultano. (…) Colui che suggerì il programma al pittore della tavola Bardi collocò il Natale di Greccio a ridosso dell’approvazione pontificia, affinché Francesco rientrasse perfettamente nell’ortodossia”.

Come ho già accennato la visione del personaggio di Francesco cambia nel corso del tempo e cambiano anche gli episodi di cui il santo è protagonista. Sappiamo che nel 1263 Bonaventura da Bagnoregio scrive la Legenda Maior e qui anche l’episodio del Natale di Greccio subisce delle modifiche e a tal proposito è importante ricordare una tavola datata tra il 1270 e il 1280 e conservata a Siena.

Il pubblico è stato del tutto abolito, mentre è accentuato il concetto teologico dell’altare-greppia, della nascita come presagio del supplizio: il calice si lega al piccolo sarcofago che fa da culla al Bambino divino”.

Proseguiamo poi dalla città d’origine del Santo. Si tratta proprio di Assisi e dell’affresco raffigurante il Natale di Greccio, datato nel 1290 e che si trova presso la Basilica superiore.

L’affresco è celebre per l’insolito punto di vista (…) e per gli scorci, in particolare quelli dell’abside e della croce issata sull’iconostasi (divisorio) e vista da dietro. La croce sembra appoggiare su un qualcosa (…) al di là del tramezzo, che dobbiamo immaginare coronato da una piattaforma di una qualche larghezza per ospitare il pulpito (…). “

 

Un altro esempio di come è dipinto il presepe di Greccio lo ritroviamo nel polittico di Taddeo di Bartolo di inizio XV secolo (San Francesco al Prato, Perugia).

La vasta gamma di fonti artistiche riguardanti il Natale di Greccio non finisce qui ma per approfondire l’iconografia vi consiglio nuovamente di leggere l’ultimo libro di Chiara Frugoni  Il presepe di San Francesco. Storia del Natale di Greccio. In conclusione, non mi resta che augurare a tutti i nostri lettori un buon Natale.

 

Eleonora Morante

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Written by : Redazione

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