Dopo la conquista della città Santa nel 1099 il regno di Gerusalemme era a corto di soldati: i crociati, che continuarono ad arrivare, anche se in piccoli gruppi, si trattenevano solamente qualche mese. La scintilla che darà la miccia per la nascita dei cavalieri Templari si manifestò nel 1120, quando Ugo di Payns arrivò dall’Europa con i suoi uomini per sopperire alla cronica mancanza di soldati in Terrasanta, e per contribuire alla difesa dei pellegrini nei luoghi sacri dopo lo scontro della battaglia del Campo di sangue (1119). 

Lo sappiamo perché disponiamo del prologo della Regola templare compilata al concilio di Troyes (1129), prologo che racconta di come il concilio si tenga a distanza di nove anni dalla fondazione dell’Ordine. Grazie alla Regola redatta a Troyes, Ugo di Payns riuscì a perseguire il suo obiettivo di fare riconoscere i Templari in modo formale, e cioè come ordine autonomo al servizio della Chiesa, grazie anche all’influenza di uno dei maggiori intellettuali e monaci dell’epoca, Bernardo di Chiaravalle.

 Durante gli anni di Ugo di Payns, i pochi templari a Gerusalemme vissero un percorso di rinuncia: ma essi, nella loro quotidianità, avevano i loro riferimenti culturali e morali. Hanno, loro stessi, la loro individualità di uomini d’arme che aspiravano si alla salvezza dell’anima, ma che allo stesso tempo vivevano con i piedi ben piantati nel secolo. Questo lo si capisce da come la Regola bandisca il personalismo cavalleresco, sia nelle piccole che nelle grandi cose. Ad esempio, un passo cita che: “E il drappiere, che si deve preoccupare che i fratelli siano rasati bene, e che li si possa ispezionare davanti e dietro; e ugualmente ordiniamo con fermezza di curare barba e baffi”. 

La preghiera, nella Gerusalemme occupata dai crociati non bastava, dove la salvezza la si raggiungeva non con la rinuncia alle armi, ma all’opposto con l’impegno nella battaglia contro il nemico musulmano.

Negli anni successivi alla prima crociata, i Franchi resero salde le loro posizioni: dopo la conquista di Tiro (1124) solamente la città di Ascalona rimase nelle mani degli egiziani. I successi militari dei Franchi si possono spiegare grazie al dinamismo del movimento crociato, all’unione che regnava generalmente tra gli stati latini (grazie all’autorità di sovrani quali Baldovino I e e Baldovino II), e grazie anche alla mancanza di unità all’interno del mondo musulmano. Per assicurare pienamente la solidità della conquista, però, era necessario impadronirsi delle città di Aleppo, Homs e Damasco. I combattenti comandati da de Payns, non tutti Templari, arrivarono in Terrasanta nel 1129, e vennero impegnati militarmente contro Damasco, e a questi combattimenti parteciparono anche i monaci guerrieri. Si trattò del loro primo intervento in un’azione specifica di guerra.

La presenza templare negli eserciti cristiani non era ancora così incisiva nelle battaglie da riuscire a imporre la disciplina su cui deve per forza basarsi ogni intervento militare.

Nelle operazioni più concrete, i cavalieri del Tempio parteciparono all’assedio di Damasco condotto da Gerusalemme nel 1129: la cavalleria reclutata da Ugo di Payns si addentrò in territori sconosciuti alla ricerca di cibo, con il triste risultato di venire sorpresa dal nemico, e subire pesanti perdite. Verranno coinvolti in altre operazioni militari tra assedi e saccheggi, al servizio di conti provenienti dall’Europa. La prima vera fortezza strategica nel regno di Gerusalemme affidata ai Templari fu quella di Gaza, ma venne concessa loro solo nel 1150. 

Dopo che le imprese militari del nuovo ordine raggiunsero l’Europa iniziarono ad affluire le prime donazioni dalle personalità più in vista dell’epoca. I primi sostegni economici provennero inizialmente dall’alta aristocrazia. L’aumento costante di donazioni di beni materiali e denaro indusse probabilmente i Templari, già nei primi anni Trenta del XII secolo, a creare in Europa una rete di province: il quadro non era chiaro, ma i primi nuclei Templari nacquero tra la Francia settentrionale, Provenza e nord-est della Spagna, e nel frattempo si dotarono di una struttura gerarchica, in grado di far fronte alla gestione economica delle province e dei beni che continuavano ad accumularsi. In tutto l’Occidente, nello stesso periodo, iniziò ad aumentare la fama e la reputazione dei monaci-guerrieri. I loro dirigenti furono molto abili politicamente a farsi amici i re cristiani, dall’Inghilterra a Gerusalemme, si ingraziarono perfino tre papi diversi.

C’è da ricordare, però, che i risultati militari dei Templari negli anni Venti e Trenta del XII secolo furono modesti, e gli Stati crociati, in quegli anni, vivevano una stagione politica molto tesa: il regno di Gerusalemme con re Folco era alla sua massima espansione ma, dall’altra parte, il frammentato fronte musulmano riuscì a rinsaldarsi, grazie all’ascesa del governatore di Mosul Imad al-Din Zangi, fondatore della dinastia zengide.

Nel frattempo, la situazione politica in Terrasanta stava per precipitare.

Dei quattro stati nati dalla crociata la contea di Edessa, quello più a nord, era anche quello che si addentrava più profondamente nell’interno, in pieno territorio musulmano. Sarà in quella regione che si andò concentrando, sotto l’impulso dell’atabeg (termine che indica i governatori selgiuchidi) Zengi di Mosul, la prima reazione musulmana all’intrusione dei Franchi in Siria-Palestina. Come prima mossa, il governatore islamico realizzò l’unione politica della Siria musulmana settentrionale, conquistando Aleppo. Successivamente rivolse le sue mire espansionistiche verso Damasco. 

Un fatto grave capitò al nord: Zengi, che conduceva una campagna di guerra ai confini dell’Asia Minore, pose l’assedio a Edessa (1146), allora difesa male: quando Zengi visitò la miniera che i suoi genieri avevano scavato sotto le mura settentrionali della città di Edessa le fonti narrano che si disse compiaciuto del lavoro: dopo aver lavorato per quattro settimane, il tunnel si estendeva fino all’«ombelico del mondo», i suoi muri di terra sorretti con robuste travi di legno, e il suo ingresso protetto dalle catapulte d’assedio dell’atabeg, note come mangani, nelle mani dei pochi difensori della città (un’accozzaglia di calzolai, fornai, commercianti e preti) bloccati dietro le barricate e cercando di evitare un bombardamento costante di pietre e frecce costante. Una volta valutata la miniera, Zengi diede indicazioni ai suoi genieri di appiccare il fuoco ai pilastri. Le fiamme avrebbero fatto il resto del lavoro. 

Governata dal conte Joscelin II, mediocre condottiero militare, Edessa cadde nelle mani dell’atabeg nel dicembre del 1144, e l’occidente rispose con la seconda crociata.

Al centro della seconda crociata (1147-1150) vi furono due uomini di grande reputazione nell’Europa di quel tempo: papa Eugenio III, monaco cistercense e amico di Bernardo di Chiaravalle, e Luigi VII re di Francia, la cui alta devozione personale era un segno distintivo del suo regno. Anche Corrado III re dei Germani prese l’impegno a partecipare alla nuova spedizione contro i musulmani. 

Nella bolla papale nota come Quantum praedecessores (“Quanto i nostri predecessori”), il papa aveva chiesto ai “grandi e ai nobili” di prepararsi alla guerra e di “lottare per opporsi alla moltitudine degli infedeli”. Eserciti enormi comandati da grandi signori non erano, in ogni caso, una garanzia di successo, soprattutto in una terra difficile e poco conosciuta, e a diverse migliaia di chilometri di viaggio. Infatti, a mano a mano che le forze del re francese arrivarono in Oriente, divenne chiaro che quanto veniva spacciato come un esercito, non era altro che una grande e indisciplinata marmaglia.

Luigi VII aveva fatto il possibile per instillare nei suoi seguaci, che non avevano un addestramento militare, una minima disciplina per sopravvivere ai combattimenti in Terrasanta ma il compito di guidare un esercito attraverso una catena montuosa non si rivelò all’altezza delle sue capacità. Il re francese, dopo aver attraversato il territorio dell’Asia minore, si avventurò a fatica inseguito dalla cavalleria leggera turca. Nelle montagne del Cadmos, il capo dell’avanguardia Geoffroy de Rancogne avanzò rapidamente, al punto da separarsi dal grosso dell’armata, rallentata da masserizie e da non combattenti. La confusione regnava sovrana, salvo per il contingente templare, del quale il re ne ammirava la disciplina. Re Luigi suddivise i cavalieri in gruppi di cinquanta, ognuno sotto la guida di un capo templare, chiamato Gilbert, con l’ordine di non cedere alle frecce scagliate dai turchi. La colonna, così guidata, compatta e protetta ai fianchi dagli scudi triangolari dei soldati a piedi, riuscì a procedere verso la costa meridionale dell’Asia Minore.

La crociata, però, si concluse con una disfatta: non ebbe alcun risultato, a parte lasciare una grande amarezza. 

Nonostante il fallimento della seconda crociata, i Templari furono questa volta fondamentali per evitare enormi perdite agli eserciti Franchi. Nel giro di tre decenni erano diventati quasi sinonimo del regno di Dio che era stato ritagliato nei domini musulmani del Vicino oriente. Questo fu sia il loro onore più grande, che la loro maledizione.

I Templari, ormai, erano un elemento, un gruppo essenziale nel regno di Gerusalemme che ne seguiva l’andamento politico. Nelle circostanze migliori veniva preso in considerazione per i pareri strategici e militari; nelle peggiori, le divisioni politiche del regno si ripercuotevano sull’Ordine stesso.

 

Matteo Nasi

 

Per approfondire:

BARBER MALCOM, La storia dei Templari, vita avventurosa, storia e tragica fine dei leggendari monaci guerrieri, Edizioni Piemme, 1997

CARDINI FRANCO, I Templari, Gunti, 2013

CERRINI SIMONETTA,  La rivoluzione dei Templari, una storia perduta del dodicesimo secolo, Mondadori, 2008

DAN JONES, I Templari, la spettacolare ascesa e la drammatica caduta dei guerrieri di Dio, Hoepli,

MORDENTI JACOPO, I Templari, storia di monaci in armi (1120-1312), Carocci Editore 2022

 

 

SHARE THIS STORY ANYWHERE

Join the community

Iscriviti alla nostra community ed entra a far parte dei medievaleggianti.

social media

Seguici sui social per rimanere aggiornato su storia, curiosità ed eventi!