
Introduzione:
Gli Sforza sono una delle potenti famiglie che hanno dominato la storia italiana del basso Medioevo. Oggi vogliamo dedicare questo articolo biografico a Ludovico Maria Sforza, anche conosciuto come Ludovico il Moro.
Il primo periodo:
Ludovico nacque a Milano nel 1452 e fu il quarto di sei figli maschi del duca Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1466, e l’ascesa al ducato del fratello Galeazzo Maria, iniziò ad assumere incarichi di maggiore responsabilità: fu inviato a Cremona con il compito di sostenere la fedeltà degli abitanti e di vigilare sulla città.
Alla fine del 1467 tornò a Milano e il 30 gennaio 1468 venne designato, insieme al fratello Sforza Maria, a sostituire il duca nelle udienze durante le sue assenze. Nello stesso anno accolse a Genova Bona di Savoia, futura moglie di Galeazzo Maria, e la accompagnò a Milano per le nozze celebrate il 7 luglio.
Il 26 dicembre 1476, tuttavia, venne assassinato Galeazzo Maria. Al momento della sua morte Ludovico stava rientrando dalla Francia e il 28 gennaio 1477 prestò giuramento di fedeltà al nuovo governo guidato da Bona Sforza, reggente per il giovane Gian Galeazzo Maria, e dal consigliere Cicco Simonetta. In seguito al fallimento di una congiura fu però esiliato a Pisa.
Dopo la congiura dei Pazzi del 26 aprile 1478, Ludovico ebbe la possibilità di lasciare Pisa e, insieme al fratello Sforza Maria, cercò di raggiungere la Lombardia. I due affermavano di voler intervenire per difendere Gian Galeazzo Maria e liberarlo dalla reggenza di Cicco Simonetta, ma non disponevano di forze sufficienti. I limitati aiuti aragonesi e le numerose diserzioni indebolirono la spedizione. Il 27 luglio 1479 Sforza Maria morì a Varese Ligure e, il 14 agosto dello stesso anno, Ferdinando I concesse a Ludovico il ducato di Bari, con i relativi territori e diritti. Infine, il 7 settembre 1479, Ludovico rientrò a Milano. Già il giorno successivo divenne evidente l’intenzione di Bona Sforza di affidargli piena autorità, abbandonando il consigliere Simonetta. Il 3 novembre 1480, inoltre, il Consiglio ducale gli affidò la tutela del nipote Gian Galeazzo Maria, sottraendo la reggenza alla madre.
Il matrimonio tra Gian Galeazzo Maria e Isabella d’Aragona, celebrato per procura il 21 dicembre 1488 e solennizzato a Milano nel febbraio 1489, sembrò rafforzare l’alleanza tra Milano e Napoli. Il 30 gennaio 1491 nacque il loro erede, Francesco. Mentre Gian Galeazzo Maria continuava a rimanere sottomesso allo zio, Isabella iniziò a lamentarsi di Ludovico con i nonni, contribuendo ad alimentare una forte ostilità tra Ludovico e gli aragonesi.
Nel frattempo si consolidarono i rapporti con gli estensi. Il 17 gennaio 1491 Ludovico sposò la sedicenne Beatrice d’Este, mentre il 23 gennaio Alfonso d’Este sposò Anna Sforza, nipote di Ludovico e sorella di Gian Galeazzo Maria. Dal matrimonio con Beatrice nacquero due figli, Massimiliano e Francesco.
Ludovico continuava tuttavia a essere osteggiato da Isabella d’Aragona. Per difendere la propria posizione, il 24 gennaio 1492 concluse una lega con il re di Francia Carlo VIII, che rivendicava il Regno di Napoli, e il 25 aprile 1493 un’alleanza, anch’essa in funzione antiaragonese, con la Repubblica di Venezia e con papa Alessandro VI. Nel tentativo di rafforzare ulteriormente il proprio potere, favorì inoltre il matrimonio tra Bianca Maria Sforza, sorella del duca e sua nipote, e Massimiliano d’Asburgo, celebrato a Innsbruck il 16 marzo 1494.
Il declino e la morte:
La morte di Lorenzo il Magnifico, l’11 aprile 1492, e la successiva discesa di Carlo VIII segnarono l’inizio del declino di Ludovico, mettendo in pericolo anche il fragile ducato sforzesco. Il 1494 fu un anno particolarmente nefasto per la penisola: Carlo VIII, chiamato da Ludovico, giunse a Susa il 3 settembre, il 9 incontrò Ludovico ad Asti e il 14 ottobre fece visita a Pavia a Gian Galeazzo Maria, gravemente malato, il quale infatti morì pochi giorni dopo. L’erede del ducato era il piccolo Francesco, che non aveva ancora quattro anni, ma Ludovico decise di assumere direttamente il titolo. Riuscì nel suo intento con l’approvazione unanime dei consiglieri. Convinto di godere di una fase favorevole, vide crescere il prestigio di Milano e il proprio peso politico. Ma proprio nel momento di massima affermazione del suo potere, Ludovico fu colpito da gravi perdite personali. Il 22 novembre 1496 morì la figlia naturale Bianca, e poco dopo, il 3 gennaio 1497, morirono anche la moglie Beatrice e il figlio maschio appena nato.
Dopo la morte di Carlo VIII, avvenuta il 7 aprile 1498, salì al trono Luigi XII, intenzionato a rivendicare il Ducato di Milano. Ludovico divenne così il principale obiettivo del nuovo sovrano.
Nell’agosto 1499 i francesi avanzarono rapidamente in Lombardia, conquistando Voghera e Tortona e costringendo alla resa Alessandria, centro della resistenza. Dopo un ultimo tentativo di mobilitazione e la rinuncia al Ducato di Bari in favore di Isabella d’Aragona, vedova di Gian Galeazzo Maria, Ludovico fuggì il 2 settembre 1499. Il 6 settembre i Francesi entrarono a Milano e Luigi XII vi fece il suo ingresso trionfale il 6 ottobre.
Rifugiatosi sotto la protezione asburgica, Ludovico passò da Bolzano a Innsbruck e poi a Bressanone, dove organizzò la riconquista del Ducato. Nel 1500, alla guida di truppe svizzere e borgognone, riuscì a rientrare a Milano il 6 febbraio. L’arrivo dell’esercito francese, tuttavia, portò alla sconfitta definitiva: lo scontro iniziò il 5 aprile e tra l’8 e il 9 aprile le truppe di Ludovico cedettero.
Ludovico cercò di fuggire ma fu riconosciuto e arrestato il 10 aprile e momentaneamente rinchiuso nel castello di Novara. Il 17 aprile 1500 Ludovico fu trasferito e giunse a Lione il 2 maggio. Dopo una serie di trasferimenti e un tentativo di fuga non riuscito, nel 1504 fu imprigionato nel castello di Loches, in Turenna, dove morì il 17 maggio 1508.
Eleonora Morante
Per approfondire:
G. Benzoni, Ludovico Sforza, detto il Moro, Dizionario Biografico Treccani 2006
M. N. Covini, Ludovico Maria Sforza, Salerno Editrice 2024
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