Suonerà strano ai più ma il Medioevo è un’epoca viaggiatori, primi su tutti i mercanti che per guadagno, e anche un po’ per curiosità, non si sono mai astenuti dall’andare per mare e per terra alla ricerca di spezie, stoffe, oggetti di ogni genere da poter comprare e rivendere ecc. Certo gli spostamenti non erano facili e spesso erano pericolosi, ci si muoveva a piedi, a cavallo o in nave, ma questo non ha mai scoraggiato nessuno, né i pellegrini né i crociati, né i mercanti né chi banalmente si recava a trovare i parenti che abitavano a una settimana di cammino. Tutto questo per dire che oggi vi parlerò di quello che forse è il più conosciuto dei viaggiatori medievali: Marco Polo.

Il nostro nasce nel 1254 da una famiglia di mercanti in una città cosmopolita: Venezia. Il padre Andrea e lo zio Marco erano degli uomini che non disdegnavano l’avventura e che sì si muovevano per commerciare, ma erano anche spinti da una buona dose di curiosità per le culture lontane. I due erano stati già alla corte di Kublai Khan (1215-1294), nipote di Genghiz Khan e gran khan dell’impero mongolo, da cui fecero ritorno nel 1269. Incapaci di rimanere fermi, nel 1271 i due fratelli, accompagnati dal giovane Marco, partirono alla volta di Acri, in Palestina, e qui incontrarono il legato pontificio Tebaldo Visconti (1210-1276) al quale inoltrarono le richieste del Khan. Qualche mese più tardi, nel marzo 1272, il legato salì al soglio pontificio col nome di Gregorio X e affidò ai Polo dei doni da portare a Kublai Khan: così inizia il viaggio della famiglia veneziana che ci viene narrato da Marco stesso nel Milione, al quale verrà dedicato un articolo. Il testo è la nostra unica fonte diretta del viaggio, durato 24 anni, intrapreso dai mercanti, ma esso non ci rende la ricostruzione della loro missione più semplice poiché il racconto è pervaso di elementi fantastici, non sono presenti molte date e anche ciò che accade ai Polo stessi è poco descritto, in quanto si tratta soprattutto di un compendio delle culture orientali, dei popoli che si incontrano lungo la tratta verso la Cina.
Nei tre anni successivi i Polo percorsero la strada già intrapresa nel viaggio precedente lungo quella che noi chiamiamo la via della seta; attraversarono l’attuale Azerbaigian (dove Marco racconta di uno strano liquido di colore scuro che la popolazione locale utilizza per alimentare i fuochi), l’Iran, l’Iraq, l’Afghanistan ed altri paesi ancora, sebbene la ricostruzione dell’itinerario seguito è difficile da realizzare poiché i nomi dei luoghi sono cambiati nel tempo. Fra il maggio e il giugno 1275 i Polo raggiungessero la corte del Khan a Pechino, qui furono ben accolti e consegnarono a Kubilai i doni del pontefice. Marco in particolare entrò nelle grazie dell’imperatore: dapprima gli furono affidati incarichi di poco conto, poi fu mandato in missione nei paesi che Kublai aveva sottomesso da poco. I compiti affidati al giovane veneziano, allora ancora nei vent’anni, riguardavano l’economia: egli doveva valutare le risorse naturali di un territorio, stabilire possibili dazi ed entrate fiscali.
I Polo durante il soggiorno in Cina si poterono arricchire e non poco a detta di Marco, il Khan però stava invecchiando e la sua morte avrebbe reso difficile il rientro a Venezia. L’occasione per intraprendere il viaggio verso casa si presentò nel 1290 quando il re mongolo chiese una moglie al Khan: i Polo si poterono unire alla spedizione nuziale che in parte percorreva la loro stessa strada, e così partirono due anni più tardi. Il percorso fu tormentato e solo nel 1295 inoltrato, dopo più di vent’anni di assenza, Marco, Andrea e Marco giunsero a Venezia. In città erano cambiate molte cose: nel 1294 era iniziata una guerra con Genova e nel 1298 i veneziani subirono una pesante sconfitta. In questa occasione si colloca la prigionia di Marco nelle carceri genovesi, e qui tradizione vuole che conobbe Rustichello da Pisa al quale raccontò la sua vita, dalla quale nacque il Milione.
La sua prigionia durò a mala pena un anno e una volta tornato a Venezia non sappiamo cosa fece precisamente Marco; di sicuro non intraprese l’attività di mercante, ma si limitò a finanziare le spedizioni familiari. Si spense l’8 gennaio 1324, dopo una vita a dir poco avventurosa.
Giulia Panzanelli
Per approfondire:
MONTESANO MARINA, Marco Polo. Un esploratore veneziano sulla via della seta: il primo europeo alla scoperta dell’Asia, Salerno Editrice, Roma-Salerno 2014.
SABBATINI MARIO, SANTANGELO PAOLO, Storia della Cina, Laterza, Roma–Bari 2006.
ZORZI ALVISE, Vita di Marco Polo veneziano, Bompiani, Milano 2006.