Viaggiare è una delle attività che in molti amano, per altri è un’esigenza, per altri ancora è solo un disagio, una costrizione della quale farebbero a meno ma gli spostamenti sono inevitabili. Donne e uomini del Medioevo viaggiavano e anche tanto, in barba a tutte le comodità di cui godiamo noi oggi!

Ovviamente non tutti amavano viaggiare e in molti riconoscevano le difficoltà che comportava spostarsi da un luogo all’altro ma questo non li scoraggiava se avevano un valido motivo per muoversi, le spinte potevano essere molteplici: commercio, visite di piacere, pellegrinaggi, ecc. Ma cosa ci raccontano le fonti del viaggio? Come effettivamente si muovevano i viaggiatori medievali?

A queste e molte altre domande risponde il libro che mi trovo a recensire per voi: Viaggiare nel Medioevo. In cammino con pellegrini, cavalieri e strane creature di Anthony Bale, edito da Hoepli nel 2024. L’autore è docente di Medieval Studies alla Birkbeck University di Londra, ha pubblicato ampiamente sulla letteratura, la cultura e la religione medievale; in particolare, con il suo lavoro ha esplorato le relazioni tra cristiani ed ebrei nell’Inghilterra medievale e, più recentemente, la cultura del pellegrinaggio medievale. Inoltre, Bale è un viaggiatore e dalla sua esperienza presumo sia nata l’idea di concepire un saggio sul viaggiare medievale che presenta delle particolarità.

Di libri sul viaggio medievale ne esistono parecchi dato che è un argomento sempre interessante e ci racconta molto non solo della quotidianità dell’epoca ma anche della mentalità. Ma questo di Bale aggiunge, a una narrazione avvincente, delle schede alla fine di ogni capitolo che forniscono utili consigli a chi “viaggia nel Medioevo”. Così impariamo alcune frasi in altre lingue per aiutarci a comunicare, oppure com’è il cambio moneta sulla via per Gerusalemme o quali sono le buone maniere a tavola nella Cina mongola. 

Le fonti usate dall’autore sono numerosissime, cronache dell’epoca delle quali alcune mai tradotte prima e provenienti dai luoghi più disparati che, grazie all’intermediazione di Bale che adotta una prosa semplice e accattivante, ci restituiscono un affresco vivido e inedito della pratica del viaggio.

Ciò che mi ha più colpita di Viaggiare nel Medioevo. In cammino con pellegrini, cavalieri e strane creature è la narrazione fresca, quasi familiare delle vicende dei viaggiatori protagonisti che rendono questi molto più vicini a noi di quanto pensiamo, con i loro problemi, gioie e difficoltà, aspetti che proviamo anche noi quando ci allontaniamo dalla nostra casa. Volendomi concentrare sulle difficoltà che i medievali incontravano durante il viaggio queste non sono così differenti da quelle che potremmo incontrare noi oggigiorno, ovviamente con i dovuti distinguo, la lingua diversa è un problema oggi in parte mitigato dai traduttori online, la possibilità di essere derubati è più o meno presente anche nei nostri viaggi, o anche la difficoltà di procurarsi un’intossicazione alimentare, forse oggigiorno meno probabile ma è sempre un pericolo non così lontano. Nel corso del libro possiamo anche pensare a ulteriori parallelismi tra il viaggiare dell’epoca e il nostro: i souvenir c’erano oggi come allora, differenti sì ma sempre di paccottiglia si trattava; il turismo, per lo più religioso, muoveva grandi masse (grandi per l’epoca) e le truffe erano dietro l’angolo (magari non c’erano i finti gladiatori davanti al Colosseo ma poco ci manca secondo quanto riportato dalle fonti).

Insomma, questo libro è stato per me interessante e illuminante, un tuffo carpiato nella mentalità e quotidianità medievali che mi ha fatto riflettere su quanto alcuni schemi e atteggiamenti non sia cambiati. Lo consiglio vivamente a chi è curioso sul mondo del viaggio medievale da più punti di vista, a chi è alla prime armi e desidera comprendere la mentalità medievale. 

 

Giulia Panzanelli

Share This Story, Choose Your Platform!

Written by : Redazione

Iscriviti alla nostra Newsletter

Leave A Comment