
Quando pensiamo alla letteratura medievale la nostra mente si rivolge ai poeti più noti, per noi italiani sono sicuramente Dante – Petrarca – Boccaccio, oppure a una generica lirica trobadorica, solo chi ha una conoscenza un po’ più approfondita pensa ai Minnesänger.
La mia personale conoscenza della lirica medievale dei paesi di lingua germanica è assai limitata per vari motivi tra i quali mi preme evidenziare la scarsità di dialogo tra storia e filologia (le ragioni di questa mancanza magari le tratteremo un’altra volta) e l’eccessivo spazio che viene destinato alla letteratura italiana, si vedano i nomi citati sopra, spesso dimenticando che anche nel medioevo essa era inserita in un contesto che travalicava le Alpi.
Detto ciò, la lettura di “Oswald von Wolkenstein. Edizione critica e traduzione di lieder selezionati” a cura di Dario Capelli (Edizioni dell’Orso 2024) è stata una piacevole novità che mi ha portato a conoscere un mondo a me quasi del tutto ignoto.
Il curatore, Dario Capelli, è professore a contratto di Filologia germanica presso la Scuola di Lingue e letterature straniere del Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, dopo essere stato assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Torino e aver conseguito un dottorato in Filologia Germanica presso l’Università degli Studi di Udine e di Trieste. La sua ultima fatica, Greschòneytitsch. Nuovo dizionario italiano – titsch / tedesco, realizzato assieme al professor Livio Gaeta e alla ricercatrice Caterina Saracco, è stato recentemente pubblicato sempre per Edizioni dell’Orso.
Ma torniamo al nostro libro: questo volume nasce come approfondimento della sua tesi di dottorato, quindi, come avrete già immaginato, il volume presenta un’impostazione filologica essendo un’edizione critica ma la storia non manca!
Il fatto che si tratti di un’edizione critica non deve spaventarvi poiché il testo è ben concepito e accompagna passo passo il lettore alla scoperta della lirica di Oswald von Wolkenstein (1376 / 1377 – 1445), uomo sì di lettere ma anche appartenente a una nobile famiglia tirolese e sempre in prima linea nel difendere i suoi diritti, soprattutto dalle minacce provenienti da Federico IV d’Asburgo ( 1382 – 1439) conte del Tirolo. Oswald Von Wolkenstein fu anche ambasciatore dell’imperatore Sigismondo di Lussemburgo (1368 – 1437).
Insomma, la sua vita non si può certo definire noiosa!
Una volta conosciuta la storia dell’Oswald uomo si passa all’Oswald poeta, prima con un capitolo dedicato alla tradizione manoscritta e a stampa, poi con un capitolo volto a presentare i lieder protagonisti. Questa parte, la terza appunto, analizza ogni componimento sì da un punto di vista filologico ma non solo, fornendo anche un inquadramento storico e letterario. Prima di immergere il lettore nei lieder si trovano anche due capitoli di guida all’edizione e alla traduzione. I lieder scelti sono 23, considerati particolarmente significativi della produzione artistica di Oswald von Wolkenstein.
Uno dei lied che ho trovato più interessanti è We die ougen will verschuren mit den breden (Chi volesse ricevere fumo negli occhi dinnanzi al fuoco), composto nel 1432 e ambientato a Piacenza. Il poeta descrive lo stato in cui si trovavano Sigismondo di Lussemburgo, la sua corte e la sua cancelleria mentre cercavano di raggiungere Roma per l’incoronazione. Le condizioni sono pessime e il poeta ironizza sulla situazione, ci fornisce anche i nomi di alcune delle persone al seguito del futuro imperatore, regalandoci un affresco pittoresco di una realtà vissuta, sebbene filtrata dalle necessità poetiche.
Una volta terminata l’analisi dei componimenti, il curatore ha scritto un ultimo capitolo dedicato alla ricezione dell’opera di Oswald von Wolkenstein, il quale ha goduto di molta fortuna anche nei secoli successivi, sia in ambito letterario che musicale.
A chiudere il volume, una nutrita bibliografia e sitografia offrono la possibilità a chi si fosse appassionato al poeta di continuare ad approfondire ogni aspetto della tematica.
In conclusione, posso affermare che questo testo, scritto con perizia e chiarezza, è sicuramente adatto a chi ha già una base di conoscenza del mondo medievale germanico ma non mi sento di sconsigliarlo anche ai più curiosi!
Giulia Panzanelli
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