La storia del Ragazzo che è Sopravvissuto, del suo scontro con Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato ci ha accompagnato dalla fine degli anni ’90 fino al 2007, anno di uscita de Harry Potter e i doni della morte, o addirittura fino al 2011, se vogliamo seguire la saga cinematografica. Dopodiché fra opere teatrali, romanzi usciti sotto pseudonimi e immancabili piogge di critiche, nel 2016 J.K. Rowling ha deciso di riprendere in mano il mondo magico e di regalarci una nuova avventura che si sviluppa prima della nascita di Harry, anzi prima dell’avvento di Voldemort. Della nuova saga di Animali fantastici e dove trovarli abbiamo già avuto occasione di parlarne nell’articolo https://medievaleggiando.it/medioevo-fantastico-e-dove-trovarlo/, dove si analizza il rapporto fra i bestiari medievali e il libro del magizoologo Newton “Newt” Scamander. In questo articolo, invece, fare un passo indietro e tratteggeremo gli spunti, i rimandi più o meno diretti al Medioevo presenti nella saga di Harry Potter.

La Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts sappiamo che è stata fondata nel X secolo dai quattro maghi più famosi del loro tempo: Godric Grifondoro, Tosca Tassorosso/Tassofrasso (a seconda della traduzione), Priscilla Corvonero e Salazar Serpeverde. Essi non solo ambivano a creare un luogo dove poter far studiare i giovani maghi e streghe ma desideravo anche avere un posto dove tenere al sicuro gli adolescenti dalle persecuzioni dei babbani, i non maghi. Il Secolo di Mezzo quindi ci viene descritto come un periodo buio, superstizioso, un Medioevo stereotipato che si configura come il tempo della caccia alle streghe che come sappiamo si sviluppa solo nel tardo Medioevo per poi avere il suo apice nell’Età Moderna (per maggiori approfondimenti sul tema eccovi l’articolo https://medievaleggiando.it/streghe-si-streghe-no/). Troviamo riferimenti medievaleggianti anche nelle materie studiate a scuola: il Medioevo è direttamente presente nelle lezioni di Storia della Magia, mancanti nei film, e tenute dal professore fantasma Ruf/Binns. Durante queste ore gli studenti studiano proprio la caccia alle streghe e come i veri maghi sapessero scampare al rogo. Altra materia, tra le preferite di Hermione e non presente nei film, è Antiche Rune: le rune sono un alfabeto sviluppato dalle popolazioni germaniche, caratterizzato da segni grafici ai quali è stato spesso attribuito un alto valore simbolico, che troviamo incise su pietre commemorative, gioielli ma anche su materiali deperibili come il legno. Passando ad un altro degli insegnamenti, per la riuscita di un incantesimo nel mondo magico della Rowling bisogna pronunciare una formula magica ed ecco a cosa servono le lezioni di Incantesimi del professor Vitious/Flitwick: le formule magiche si suppone esistano fin dalla preistoria e nell’Età di Mezzo vengono scritti diversi trattati di magia della parola come il Picatrix, attribuito all’arabo Maslama al-Maǵrīṭī, che analizza il rapporto fra i vari oggetti ed esseri del creato e fornisce istruzioni su come utilizzare questi elementi.
Ma ci sono altri ingredienti che contribuiscono a rendere magicamente “medievale” il mondo di Harry Potter. Ad esempio gli animali che i ragazzi possono tenere a scuola: gatto, rospo, gufo, tre creature associate alla notte fin dai tempi antichi, ma che poi nel Medioevo hanno assunto un’accezione negativa come viene illustrato nel famosissimo manuale inquisitoriale: il Malleus Maleficarum. Menzioniamo anche i calderoni che, oltre a essere degli strumenti utilizzati per cucinare, sono degli ottimi utensili magici, necessari per cuocere gli ingredienti delle pozioni, e diversi manuali medievali di magia consigliano l’uso di quest’oggetto.
Infine in quasi tutti i libri si trovano rimandi all’Età di Mezzo, oltre a quelli già segnalati, possiamo partire da Harry Potter e la pietra filosofale, dove questa pietra dagli effetti straordinari è stata creata dal famoso alchimista Nicolas Flamel personaggio realmente esistito che pare, nella Francia del XIV secolo, abbia creato una pietra in grado di trasformare il piombo in oro. Oppure l’Esercito di Silente e l’Ordine della Fenice presenti nel quinto libro, appunto Harry Potter e l’Ordine della Fenice, richiamano gli ordini militari e cavallereschi medioevali, ordini che si votavano interamente a una causa, sacrificando tutto, perfino la vita.
Avviandoci alla conclusione, possiamo concludere che il mondo creato da J. K. Rowling ha sì rimandi più o meno espliciti al Medioevo, la scrittrice ha attinto a piene mani a quelli che sono gli stereotipi che accompagnano questo periodo, sapendo però reinventarli, dando loro nuova vita al fine di rendere più vicino a noi l’universo da lei creato.
Giulia Panzanelli
Per approfondire:
COSI FRANCESCA, REPOSSI ALESSANDRA, Guida completa alla saga di Harry Potter, Antonio Vallardi Editore, Milano 2008.
PARRI ILARIA, La magia nel Medioevo, Carocci editore, Roma 2018.
ROWLING J.K., Harry Potter e la pietra filosofale, Salani editore, Milano 2000.