
L’Ottocento è il periodo che più ha amato il Medioevo, grazie a una massiccia riscoperta dell’Età di Mezzo in ogni campo, dall’artistico al letterario passando dagli studi storici veri e propri e dall’architettura.
Arte plastica e pittura: il gotico prende corpo.
Proprio nell’architettura si trovano gli esempi più tangibili e visibili di questo “ritorno al Medioevo”, con la corrente che viene definita gothic revival, basata sulla riformulazione del modello architettonico gotico in chiave fantasiosa e quasi onirica.
In ambito artistico dobbiamo citare la Confraternita dei Preraffaelliti, i cui membri molto spesso scelgono soggetti medievaleggianti per i loro quadri. Non solo si ispirano al Medioevo ma desiderano riportarne in vita i pregi, presentandosi essi stessi come paladini di una novella tavola rotonda, investiti del compito di comunicare come il mondo dovrebbe essere.
Letteratura
Anche negli ambienti letterari si riscopre il Medioevo che diventa soggetto di numerose opere teatrali, di poemi neomedievali e di poesie. In questo articolo ci occuperemo di un genere specifico: il romanzo gotico.
Questo genere si caratterizza per atmosfere cupe, trame inquietanti, attività paranormali, tematiche al limite del consentito (per l’epoca), fanciulle in difficoltà, castelli freddi e bui, rovine, monaci di dubbia moralità.
Il romanzo gotico è strettamente legato allo stile architettonico gothic revival che si esprime in forma materiale anche e soprattutto attraverso la progettazione di giardini onirici, selvaggi e goticheggianti.
A livello letterario, invece, le ambientazioni oscillano tra luoghi chiusi e cupi e luoghi aperti. Una trasposizione su carta del sentimento architettonico, ma anche di tutti quei dipinti che hanno per protagonista rovine di edifici religiosi o castelli.
Le origini

Strawberry Hill, residenza neogotica di Horace Walpole
Entrambi i fenomeni hanno avuto origine in Inghilterra a partire dalla metà del XVIII secolo e successivamente si sono diffusi nel resto del mondo occidentale.
Il primo romanzo gotico mai pubblicato è Il castello di Otranto di Horace Walpole nel 1764. Walpole non è solo l’iniziatore di questo genere letterario ma ha anche dato il via alla costruzione di edifici privati (soprattutto abitazioni) in stile neogotico, come la sua famosa villa di Strawberry Hill.
A lui dobbiamo molto della costruzione del nostro immaginario medievale, come anche la prova che revival architettonico e letteratura sono in parte legati.
Trama e struttura
Ma torniamo al romanzo. Il castello di Otranto è ambientato nell’omonima città pugliese, in un non specificato momento del XIII secolo. La trama gira intorno a una profezia quanto mai oscura:
«Il castello e la signoria d’Otranto verranno a mancare all’attuale famiglia, quando l’autentico possessore diventerà troppo grande per abitarvi»
Solo alla fine del romanzo si capisce cosa intendesse l’autore.
Le atmosfere sono molto cupe, l’antagonista è animato dalla lussuria e dal desiderio di mantenere la sua stirpe, mentre gli altri protagonisti sono tutti dei virtuosi che si ritrovano schiacciati dalle circostanze.
Archetipo del romanzo gotico
Essendo il primo romanzo di questo genere, Il castello di Otranto detta legge per quelli che saranno i contributi successivi.
Quindi, quali prerogative presenta il romanzo gotico?
Premesso che ogni libro è unico, in tutti si possono rintracciare delle caratteristiche comuni:
- ambientazioni oscure, la maggior parte dell’azione si svolge in castelli e monasteri angusti
- a cui si contrappongo spazi aperti come boschi e foreste che spesso salvano vite;
- donne fragili e in pericolo che simboleggiano l’innocenza;
- giovani pronti a sacrificarsi per salvare anime spaventate;
- antagonisti che per la maggior parte sono schiavi delle loro pulsioni sessuali;
- fenomeni paranormali, come la presenza di fantasmi che infestano luoghi fisici;
- amore, perché in ogni romanzo c’è sempre un intreccio amoroso più o meno rilevante ai fini della trama.
Il fantastico, l’inspiegabile, le emozioni forti come paura e terrore, sono alla base di questi romanzi che reagiscono alla severità e razionalismo dell’Illuminismo. Con i primi libri ci troviamo ancora in piena epoca dei lumi ma si iniziano a piantare i semi di quello che poi sarà l’esplosivo movimento del Romanticismo.
Un’altra caratteristica dei romanzi gotici è la critica più o meno velata al cattolicesimo.
Sviluppandosi nell’Inghilterra protestante, vedono nel cattolicesimo un segno di arretratezza mentale, di oscurantismo e d’Inquisizione, così anche la scelta dei luoghi in cui ambientare le storie rimanda a paesi arretrati e pieni di fanatici religiosi come Italia, Francia e Spagna. Ovviamente dal punto di vista inglese.
Il genere gotico attraversa più fasi e vi appartengono romanzi del calibro di Frankenstein di Mary Shelley, Dracula di Bram Stoker o gli scritti di Edgar Allan Poe, che però si discostano molto dai caratteristici romanzi di fine Settecento. Anzi, si possono attribuire al genere solo per via delle atmosfere che evocano.
Un genere femminile
In una società chiusa come quella ottocentesca, donne scrittrici erano rare; o meglio era raro che venissero pubblicate. Pensate che la famosa Jane Austen – autrice, tra l’altro, di uno scritto che prende in giro proprio i lettori del genere gotico: L’abbazia di Northanger – veniva pubblicata con la firma “Una donna”.
Altre riuscirono invece a trovare spazio in questo nuovo genere. 
Un esempio molto noto è quello di Mary Shelley, ma la più prolifica autrice fu Ann Radcliffe che introdusse più elementi terrificanti nei suoi scritti ed eroine non vittime delle circostanze, ma donne capaci di agire e scegliere il proprio destino.
Il filtro medievale
E il Medioevo?
In molti romanzi gotici, soprattutto i primi del genere, il Medioevo fa da sfondo alla trama. Come abbiamo imparato a capire, nell’immaginario ottocentesco questo periodo storico rappresenta il giusto teatro per storie e quadri che vanno a criticare la società contemporanea.
A meno che non si tratti di un romanzo storico, la veridicità dell’ambientazione (e su questo si può discutere ampiamente) non interessa all’autore di romanzi gotici. Il Medioevo è solo un pretesto per rendere il tutto più oscuro e superstizioso.
E anche quando i romanzi non sono esplicitamente ambientati nel Medioevo, il lettore non può fare a meno di immaginare un luogo goticheggiante buio e umido che corrisponde al nostro immaginario medievale. Perché non si può fare mai a meno dell’equazione castello= Medioevo!
Non necessariamente per questi autori il Medioevo è un’epoca buia, ma essendo un periodo lontano nel tempo rappresenta la possibilità di affrontare temi inusuali, come per esempio incesto e omosessualità, con un certo agio.
Insomma, dà la giusta patina e la giusta distanza temporale.
Il potere delle pagine
Il romanzo gotico è il romanzo borghese, rappresenta la prima vera letteratura che parla al grande pubblico e che riscuote immenso successo, soprattutto perché scuote il lettore, gli fa provare emozioni forti e lo trasporta in un mondo altro, medievaleggiante, che lo allontana dalle storture della contemporaneità e al contempo lo fa riflettere.
Giulia Panzanelli
Per approfondire:
CARLINI FRANCESCA, The gothic revival, Il filo di Arianna, La Spezia 2022
FRANCI GIOVANNA, La messa in scena del terrore. Il romanzo gotico inglese, Angelo Longo Editore, Ravenna 1982
INNOCENTI ALESSIO, Medioevo immaginato, Rizzoli, Milano 2024
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