
I Templari “moderni” fanno sentire la loro voce anche nei romanzi storici, vediamo qualche esempio.
Ivanhoe di Walter Scott
Fu con sir Walter Scott (1771-1832), che i primi cavalieri del Tempio fecero la loro comparsa tra le pagine di un romanzo moderno. Infatti, il suo Ivanhoe è un romanzo storico ambientato in Inghilterra all’incirca nel 1119, durante il regno di Giovanni Senzaterra.
La vicenda si svolge nell’Inghilterra medievale ed è caratterizzata dal forte contrasto tra Sassoni e Normanni, popoli divisi da tradizioni e lingua. Il protagonista, Wilfred di Ivanhoe, è il figlio di Cedric, un nobile sassone molto patriottico. Cedric lo disereda perché Wilfred ha seguito il re normanno Riccardo Cuor di Leone nella terza crociata invece di sostenere la causa sassone. Inoltre, Wilfred è innamorato di Rowena, un’orfana adottata da Cedric stesso, che ricambia il suo amore. Cedric, però, vuole che la giovane sposi Athelstane per rafforzare l’unità dei Sassoni. Alla fine, il matrimonio tra Wilfred e Rowena simboleggia la riconciliazione tra Sassoni e Normanni e la nascita di un unico popolo inglese.
Il Templare è rappresentato dal personaggio di Brian de Bois Guilbert. Egli non è particolarmente ligio alle regole del suo ordine, ma è un cavaliere di massimo prestigio. È duro, altezzoso e feroce. Le tematiche trattate sono molteplici e complesse, e sono in linea con lo sviluppo del pensiero di Walter Scott: occorre considerare il conflitto sia ideologico che personale tra Sassoni e Normanni, che riflette il contrasto tra il popolo costituente, le origini culturali e sociali della civiltà inglese e la popolazione conquistatrice, la quale impone la propria forza militare e la propria ricchezza, distruggendo le radici profonde della cultura anglosassone. La trattazione di questa lotta intestina fa comprendere l’importanza attribuita da Walter Scott al nazionalismo, in particolare la sua concezione della nazione scozzese. Anche l’antigiudaismo è un tema importante nell’ideologia di Scott.
L’enigma del cabalista di Marcello Simoni
Di uscita molto più recente è il libro dello scrittore di thriller storici, Marcello Simoni, L’enigma del cabalista .
Il romanzo è ambientato a Napoli nel 1307 (quando la tragedia dell’arresto dei Templari era imminente): il protagonista, Basilio Cacciaconti, su ordine del cardinale Colonna, arriverà nella Napoli dell’inizio del XIV secolo, città densa di etnie, ribollente crogiolo di cervelli illuminati, governata da Carlo II d’Angiò, detto lo Zoppo che sposò Maria d’Ungheria. Il Regno di Napoli è un nuovo stato nato, dopo la scissione dalla Sicilia. Cacciaconti ha dietro le spalle un importante ma anche oscuro passato. Era un templare, però qualcosa tanti anni prima gli ha fatto dimenticare il suo giuramento e da tempo la sua vita ha preso un’altra strada, tanto da essere definito con disprezzo dagli ex confratelli “il rinnegato” .
Il suo compito sarà rintracciare Malachia Vinelles, il sapiente mago ebreo, l’uomo che secondo il suo mandante sarebbe il creatore del maufé, una sorta di antico idolo che Cacciaconti deve ricuperare. Impresa che si rivelerà tutt’altro che facile visto che chi deve contattare è in realtà un temuto cabalista a conoscenza dei torbidi segreti della qabbālāh, tenuto prigioniero dai frati nella torre del convento di San Domenico, sito nel Largo della Morfisa, sede dell’inquisizione.
Molti sono gli intrighi, le prove e le traversie che Cacciaconti dovrà affrontare nella sua missione per recuperare il talismano. Cacciaconti si troverà impegnato in una affannosa ricerca che pare quasi al di là delle sue possibilità sulle tracce di questo Maufé, o di quanto questo pauroso idolo rappresenti , che facendo proselitismo ha creato seguaci di un’abietta eresia in grado di mettere in pericolo le fondamenta dell’Ordine dei Templari. Incontrerà e chiederà l’appoggio di Oddone di Valdric, maestro dell’ordine dei Templari di stanza a Napoli e capo della sua congregazione che proverà invano a metter in guardia sulle minacce che incombono sull’Ordine. Conoscerà il capo degli inquisitori di Napoli, Thomas De La Roche, meglio conosciuto come il Limosino, per la sua provenienza dall’omonima regione francese. E incrocerà persino Maria di Ungheria, moglie di Carlo II, la regina di Napoli, una donna decisa e preparata che non ha mai dimenticato il suo antico retaggio magiaro. E dovrà persino arrivare a scoprire cosa si nasconde dietro la rappresentazione di un misterioso idolo contemporaneamente dotato di attributi maschili e femminili che interessa e coinvolge altri importanti e ambigui personaggi. Ma Cacciaconti, non essendo la sola pedina costretta a muoversi su questa imprevedibile e rischiosa scacchiera e per salvare la pelle dovrà far fronte a un rischioso gioco d’intrighi e inseguimenti, destreggiandosi nelle vie sotterranee e tra gli agguati di un insidioso e apparentemente inafferrabile assassino chiamato Grimuche. Mentre aleggia in aria lo spettro di un attacco a l’Octagonum, il misterioso circolo segreto noto solo ai Templari.
Un tuffo nella Napoli medievale, una città fatta di vicoli, taverne, chiese, catacombe e millenari cunicoli, un’area vasta e intricata, con parti chiuse, murate, inesplorate: in pratica una seconda città sotterranea, che ben si rapporta a quel periodo forse più influenzato da esoterismi ben consolidati in grande parte della popolazione. Un thriller quindi che approfondendo temi e tempi diversi collegati alla religione, avanza tesi di occulte dottrine, con un sottofondo pagano e fortemente simbolico. Un mondo magico, mistico, occulto e anche per questo fortemente suggestivo, arricchito come sempre dalla profonda cultura di Simoni, esaltata dalla sua grande conoscenza storica che si esprime al meglio nella meticolosità di ricerca e nella cura dei particolari. Una grandissima cultura piacevolmente temperata anche stavolta da un sottile velo di ironia che aleggia nella narrazione.
I demoni di Joe Abercrombie
Nel mondo del sottogenere del fantasy, il grimdark, l’autore britannico Joe Abercrombie, soprannominato dai suoi fan come “Lord Grimdark”, ha scritto I Demoni, il primo di una serie di una nuova trilogia dell’autore (diventato molto conosciuto grazie alla Prima legge, Età della Follia, e la trilogia del Mare Infranto, oltre a Il sapore della vendetta, The Heroes e Red country, libri che hanno vendite altissime nel mondo del fantasy mainstream).
Abercrombie ci porta in un’Europa sconvolta da un’invasione di elfi, dalla carestia e dalla peste. Nel frattempo, l’Impero e la Chiesa sono in crisi: l’imperatrice Eudoxia è morta, e Benedetta I (la Papessa bambina) sa già chi dovrebbe salire sul trono. Peccato che ci siano gli eredi legittimi di Eudoxia a intralciare i suoi piani. Far incoronare la sua protetta Alexia sul trono di Troia sembra un’impresa disperata, e la Papessa decide di affidarla a Fratello Diaz. Per riuscirci, Diaz dovrà guidare i membri della cappella segreta della Santa Convenienza: un aristocratico e compassato vampiro, un cavaliere templare caduto in disgrazia, una
letale spia assassina ex modella, una gigantesca e impulsiva guerriera licantropa, un’elfa capace di rendersi invisibile e un affettato negromante permaloso e narcisista, tutti «diavoli» un tempo condannati alla schiavitù per aver commesso atti blasfemi. Oltre l’irriverenza e la sconcezza I Demoni cerca di dire qualcosa di più. Il vero tema è quello eterno: può il bene essere fatto da persone orribili?
Inoltre, trova spazio una critica alle istituzioni religiose, alla gerarchia, all’idealismo. Il colpo di genio di Abercrombie risiede nel suo magistrale capovolgimento delle aspettative. Nel suo universo, paradossalmente, i “demoni” appaiono più umani dei “santi” che li giudicano, mentre la Chiesa, chiamata a diffondere la luce, finisce talvolta per smarrirsi nelle tenebre che dovrebbe combattere.. Il romanzo diventa così un continuo gioco di specchi tra bene e male, sacro e profano, ordine e caos. Non ci sono risposte facili, solo domande che restano a bruciare nella mente del lettore, invitandolo a esplorare i meandri più bui dell’animo umano. “I Demoni” è un fantasy che non solo intrattiene, ma sfida e costringe a pensare. Un viaggio in cui la redenzione può arrivare dalla creatura più improbabile e la speranza si trova, a volte, proprio tra le zanne del mostro.
I Templari si prestano, anche nella nostra contemporaneità, a essere raccontati con modalità e sfondi storici diversi, ma riscuotono sempre il loro fascino anche nei romanzi storici o fantasy.
Matteo Nasi
Per approfondire:
ABERCROMBIE JOE, I Demoni, Ne/oN, Roma 2025
SCOTT WALTER, Ivanhoe, Mondadori, Milano 2017
SIMONI MARCELLO, L’enigma del cabalista, Newton Compton, Roma 2024
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