
Cari amici medievaleggianti, il film che recensiamo oggi è Dracula – L’amore perduto uscito nelle sale nel 2025 e firmato da Luc Besson, lo stesso regista che ci ha regalato il film su Giovanna d’Arco del 1999.
Ora, chiunque conosca il regista saprà che ha una visione tutta sua del mondo e che preferisce teatralizzare le pellicole all’inverosimile piuttosto che scegliere di privilegiare la semplice narrazione dei fatti. E’ la sua firma e di questo ce ne siamo fatti una ragione tempo fa.
Questa volta, però, Besson sceglie di portare in scena un personaggio famosissimo: Dracula, al secolo Vlad L’impalatore, ispirandosi al famoso romanzo Dracula di Bram Stoker.
Trama
Già nella trama vediamo la prima grande differenza con i prodotti incentrati su questo personaggio: il regista sceglie di mettere in evidenza solo il lato romantico della storia. L’amore, infatti, per Dracula è l’unica cosa che muove il mondo e per cui abbia senso vivere. Ma andiamo con ordine.
La pellicola si apre con un elogio all’amore tra Vlad III di Valacchia e la sua Elisabetta: nei primi cinque minuti vediamo un susseguirsi di scene affettuose ed erotiche che ci aiutano a capire quanto il sentimento tra i due fosse forte.
Ma Vlad è costretto a lasciarla per combattere i turchi su invito della Chiesa. L’unica concessione che chiede in cambio è che a sua moglie venga risparmiata la vita, poiché non sarebbe inimmaginabile una vita senza di lei.
Dopo aver riportato una vittoria schiacciante sull’avversario, viene informato che i nemici stanno braccando la sua dama che si stava dirigendo verso un altro castello per nascondersi. Vlad lascia il campo di battaglia e tenta il tutto per tutto ma non arriva in tempo: assiste in diretta alla morte della povera amata.
Da questo momento in poi inizia il viaggio di perdizione del conte della Transilvania: rinnega Dio, viene maledetto, si trasforma in non-morto e va alla ricerca della reincarnazione della sua principessa per terre e per mari. Viaggia senza sosta e con ogni mezzo, tra cui un profumo afrodisiaco, la ricerca viaggiando per il mondo.
La troverà grazie all’incontro con il giovane Harker che lo raggiungerà in Transilvania per chiedergli di rendere alla città di Parigi un suo immobile in disuso. Risparmiando la vita al giovane, viene a scoprire che proprio la sua fidanzata è colei che stava cercando da quattrocento anni e parte alla volta di Londra.
Qui incontrerà la ragazza, che in quest’epoca si chiama Mina, e le farà ricordare l’amore e la sua vita passata. Ma i due verranno braccati da Harker, un lord inglese e un prete esorcista che li inseguirà fin nei meandri del castello di Dracula.
Commento
Premetto che ho cercato di visionare il film senza pregiudizi e senza lasciarmi condizionare dalla precedente versione di Dracula di Bram Stoker. Ma nonostante tutte le mie buone intenzioni, il commento a questo film purtroppo non può essere positivo.
Ora, possiamo anche scordarci del mito che circonda il personaggio. Non vogliamo che Dracula sia un sanguinario e che si sia guadagnato il soprannome di Impalatore? Va bene.
Passiamo oltre il fatto che lui si sia ispirato al romanzo di Stoker spogliandolo delle caratteristiche ambivalenti che lo contraddistinguono. Però, mi sento di dire che a tutto c’è un limite.
Liberissimi di rivisitare una storia, ma cerchiamo di farlo bene. Gli unici tre pregi del film sono: la scelta di un nuovo punto di vista, la trasposizione di colori sgargianti (in un mondo che diventa sempre più grigio) e alcune interpretazioni dell’attore protagonista. Tutto il resto lascia davvero il tempo che trova.
Gli aiutanti di Dracula, sono umani? Sono forse loschi individui? No, sono gargoyles fatti in CGI con una qualità che forse andava bene negli anni 80. Harker vede che Dracula si spegne un tizzone ardente sulle mani e che fa? Niente, sorride e continua a parlare come nulla fosse. Van Helsing… dov’è Van Helsing?? Dovevamo per forza avere un esorcista sconosciuto che sembra lì per fare una scampagnata? Pare di sì.
E soprattutto… ma dovevamo per forza trasformare mezza pellicola in una caricatura grottesca del film Profumo? Inevitabile a quanto pare.
L’estetica e i colori sono davvero bellissimi, ma per tutto il resto non ci siamo proprio. Besson manca ancora il colpo nonostante la buona intuizione iniziale.
Io adesso vi lascio alla visione di questo Dracula in versione romance e nel frattempo vado a cercare un altro film medievale per rifarmi gli occhi.
Alla prossima!
Martina Corona
Per approfondire:
BIANCHI VITO, Dracula, Cortina Raffaello, Milano 2011.
CAZACU MATEI, Dracula. La vera storia di Vlad III l’Impalatore, Mondadori, Milano 2006.
STOKER BRAM, Dracula, BUR, Milano 2020.
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