
Molte religioni, monoteiste e non, possiedono delle restrizioni sul cibo: i musulmani e gli ebrei, ad esempio, non possono mangiare la carne di maiale, i cattolici la Vigilia di Natale devono mangiare pesce, etc. Queste restrizioni fanno parte di un complesso di norme che vanno a definire la religione di riferimento e la distinguono dalle altre, quindi il cibo aiuta a capire la fede di chi si ha di fronte.
D’altra parte, quando si leggono libri di storia raramente si trovano riferimenti al cibo ed è ancora più difficile trovare studi che analizzano un periodo storico da questo punto di vista, ma se “siamo quello che mangiamo” allora questo aspetto non va escluso dalle ricerche storiche.
Il libro che ho letto per voi si propone proprio questo: offrire al lettore delle riflessioni su come il cibo abbia influito nella definizione di confini in ambito religioso e magico, si può riconoscere un eretico da cosa mangia? Il cannibalismo risveglia poteri sopiti? Quanto si contaminano culti pagani legati al cibo con il cristianesimo?
Queste sono alcune delle domande alla quali rispondono gli autori Andrea Maraschi e Francesca Tasca nel loro volume Food, Heresies, and Magical Boundaries in the Middle Ages (Amsterdam University Press 2024).
Dopo un’introduzione che pone le basi dei concetti, avvenimenti che sono sviscerati nei capitoli seguenti s’inizia con la narrazione vera e propria divisa in due sezioni: i confini religiosi a cura di Tasca e i confini magici a cura di Maraschi. Queste due sezioni dialogano tra loro proprio perché i confini tra religione e magia sono labili, cosa dovuta soprattutto a quali definizioni si adottano di quest’ultima.
Della prima sezione ho trovato molto interessante il terzo capitolo, avendo io una predilezione per il catarismo, dedicato a un passo del De nugis curialium del gallese Walter Map (1135 ca -1210 ca). Si tratta di una raccolta di aneddoti, racconti di varia natura dai più satirici ai più riflessivi e in questa miscellanea si trova un episodio che ha attirato l’attenzione dell’autrice. Un nobile francese descrive una pratica eretica volta a reclutare nuovi adepti dando loro del cibo con un’esca che, una volta mangiata, li trasformava in eretici. In questo episodio il cibo ha un ruolo di primo piano: tramite esso si può convertire all’eresia e soprattutto diventa fondamentale nel distinguere chi sia eretico e chi no e anzi può trasformarsi in un antidoto per chi è stato contaminato!
Della seconda sezione, invece, mi permetto di segnalarvi il capitolo dedicato al cannibalismo tema ancora poco studiato in riferimento al Medioevo. L’autore analizza uno dei libri “magici” del Medioevo: il Picatrix, risalente alla metà del XIII secolo e traduzione di un testo arabo del X. Il capitolo non solo analizza le pratiche di antropofagia proposte nel Picatrix ma le compara e contestualizza con altre documentate da persone dell’epoca, soprattutto in territori crociati. Che siano episodi veri di cannibalismo o no, sono importanti proprio perché ci dicono molto dell’epoca.
Concludendo se per voi non è un ostacolo la lettura in inglese e vi interessano queste tematiche, Food, Heresies, and Magical Boundaries in the Middle Ages è un must have. Un’opera originale che getta nuova luce su fenomeni e concetti che non sono così marginali nel Medioevo!
Giulia Panzanelli
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