Fino a pochi anni fa, alcuni manuali di scuola delle superiori davano ancora per assodato che le donne e gli uomini nel Medioevo fossero fermamente convinti che la Terra fosse piatta. Lo storico americano Jeffrey Burton ha pubblicato uno studio che passa in rassegna il pensiero astronomico di molti intellettuali del Medioevo: solo cinque di essi risultano prendere in considerazione l’idea che la Terra fosse piatta. Altri invece, come Isidoro di Siviglia, hanno un atteggiamento ambiguo riguardo al tema. La maggior parte di loro però è fermamente consapevole della sua sfericità.
Partiamo da Beda il Venerabile (672-735): monaco benedettino nato a Newcastle, compose il De temporum Ratione. Beda è una personalità eclettica: grande cultore delle materie umanistiche, si prodigò per correggere i calcoli di Dionigi l’Aeropagita, vissuto due secoli prima, che sbagliò di poco l’esatto anno della nascita di Cristo. Inoltre sostenne, perentoriamente, che la Terra “È rotonda come una palla da gioco”. Beda voleva rimarcare un concetto, forse per smentire qualche fandonia che circolava nei ristretti circoli culturali dell’epoca!

Ma la lista di personalità della cultura medievale che ritornarono sull’argomento non finisce qui. Ahimè, servirebbe un saggio dalle dimensioni spropositate per elencarle tutte, per cui mi limito a menzionare la particolare esperienza di Giovanni Sacrobosco. Vissuto tra il 1195 ed il 1256, Sacrobosco studiò all’università di Cambridge e divenne un rinomato astrologo. Nel corso della sua vita compose il trattato De Sphera, dove rimarcava il concetto che la Terra fosse tonda, idea evocata già dal titolo stesso dell’opera.
Passano gli anni e arriviamo a Colombo, che non necessita di presentazioni. Nei documentari ed in molti manuali scolastici si sostiene che Colombo, con il suo approdo nelle Americhe, avesse scoperto la sfericità del nostro pianeta. Il marinaio genovese avrebbe così tentato una missione suicida, a pensarci bene!
Per quale ragione Colombo si sarebbe avventurato in un mare sperduto, con il rischio di trovare niente più che la fine della Terra, fosse stata essa piatta? Colombo con il suo progetto era alla ricerca di una via commerciale per arrivare nelle Indie. Le vie mercantili già esistenti per arrivare in Oriente infatti erano due. La prima consisteva nella lunghissima circumnavigazione dell’Africa, con la navigazione di cabotaggio; questo passaggio però era monopolizzato dai portoghesi. La seconda e più breve attraversava il Mediterraneo per approdare in Siria,  regione governata da popolazioni di cultura musulmana, spesso ostili ai regni europei. I re cattolicissimi di Castiglia e d’Aragona, interessati a scoprire una nuova rotta che portasse alle Indie passando per occidente, finanziarono l’impresa a Cristoforo Colombo.
Ma cosa sapeva Colombo sulla forma della Terra? Il marinaio genovese si era formato con l’assiduo studio delle teorie dell’astronomo e teologo Pierre d’Ailly, esposte nell’Imago Mundi. Il francese sostenne, senza indugi, che la Terra fosse sferica ma non una sfera perfetta, essendoci sulla superficie delle imperfezioni come le montagne. Colombo partì conscio della sfericità del pianeta Terra, anche se ne sottodimensionò la grandezza di ben un terzo!
Come ho cercato brevemente di dimostrare, nel Medioevo la maggior parte degli uomini di cultura era consapevole che  il mondo fosse sferico. L’idea che la Terra fosse piatta, non nasce quindi nell’Età di Mezzo, bensì altrove.
Andrea Feliziani
Per approfondire:
ABULAFIA DAVID, La scoperta dell’umanità. Incontri atlantici nell’età di Colombo, Il Mulino, Bologna 2010.
BURTON JEFFREY, Inventing the Flat Earth: Columbus and Modern Historians, Praeger, United States of America – 1991.
FERNANDEZ-ARMESTO FELIPE, Cristoforo Colombo, Edizioni CorSera, Padova 2005.