Il Medioevo raccoglie mille anni di storia. È affascinante, interessante ma anche molto lungo e spesso non sappiamo bene dove collocare gli eventi: ecco che ci viene incontro la storiografia e le più disparate teorie, concepite nel corso degli anni, su come il Medioevo vada suddiviso.
Le date che raccolgono questo periodo storico e che tutti noi, da studenti, abbiamo memorizzato imprimendole indelebilmente nella nostra mente sono il 476 (la caduta dell’Impero romano d’Occidente) e il 1492 (la scoperta dell’America). Ma nel mezzo? I secoli che formano quest’epoca sono tanti e si è ritenuto quindi necessario suddividerli: l’Alto Medioevo è il periodo racchiuso tra il V e il X secolo; il Medioevo Centrale è compreso tra l’XI e il XIII secolo; il Basso Medioevo tra il XIV e il XV secolo. Così si comincia ad orientarsi in questo enorme mare di date ed eventi.
Ma sapevate che nel corso degli anni sono state sviluppate altre teorie sulla periodizzazione dell’Età di Mezzo? Ebbene sì, un’altra teoria utilizzata nel corso del tempo vede il Medioevo diviso in Tarda Antichità (IV-VI secolo), Alto Medioevo (VII-X secolo) e Basso Medioevo (XI-XV secolo). Ed è qui che ci ricolleghiamo ad uno dei più famosi storici medievisti: Henri Pirenne, che con il suo libro Maometto e Carlomagno (pubblicato postumo, Laterza, 1939) elaborò una periodizzazione molto diversa da quella che siamo soliti sentire. Lo studioso sosteneva che l’avvento dei popoli latino-germanici non avesse cambiato le sorti della macroeconomia europea e che la vera svolta che dava inizio al Medioevo fosse dovuta alla rottura dell’equilibrio dei commerci nel Mediterraneo. Secondo Pirenne fu l’invasione araba del VII-VIII secolo (proprio quando secondo la suddivisione presentata poc’anzi sarebbe iniziato l’Alto Medioevo) che avrebbe sconvolto tale schema, creando un distacco economico e culturale mai avvenuto precedentemente e dando, per questo motivo, origine al Medioevo. La tesi fu poi sfatata dalla storiografia successiva, la quale riteneva che l’idea alla base fosse errata in quanto non si interruppero affatto i commerci con la società islamica, ma anzi i rapporti proseguirono e i mercanti musulmani continuarono a commerciare con intermediari ebrei e cristiani.
Ho sentito della tesi di Pirenne alla mia prima lezione di storia medievale all’università e ne rimasi talmente colpita che la raccontai per mesi ad ogni amico che incontravo per caso. La tesi non ha avuto seguito, ma allo storico va sicuramente lasciato il merito di aver elaborato qualcosa di alternativo e interessante su cui riflettere.
Vi sono altre periodizzazioni che è doveroso trattare in questa sede. Come date di inizio troviamo anche  il 410 (il Sacco di Roma da parte di Alarico, re dei Visigoti) e il 568 (l’arrivo dei Longobardi in Italia con il re Alboino), mentre come date di fine sono state proposte il 1453 (la presa di Costantinopoli), il 1517 (la Riforma protestante), il 1527 (il Sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi) e il 1536 (la morte di Erasmo da Rotterdam).
Concluderò con un altro dei primi concetti che mi è stato insegnato già dalle prime lezioni di storia. La periodizzazione è convenzionale ed è noto che per conoscere un’epoca storica è necessario riallacciarsi alla precedente in una linea temporale che non ha mai fine, ma conosciamo anche la necessità di periodizzare tutta la storia e, nel nostro caso, il Medioevo, per valorizzare e ricordare meglio gli eventi e i personaggi che ne hanno fatto parte.
Eleonora Morante
Per approfondire:
CORTONESI ALFIO, Il Medioevo. Profilo di un millennio, Carocci, Roma 2014 (Seconda Edizione).
DELOGU PAOLO, Periodi e contenuti del Medioevo, Il Ventaglio, Roma 1988.
OCCHIPINTI ELISA, Cos’è il Medioevo? Percorsi storiografici tra Quattro e Ottocento, Cisalpino. Istituto Editoriale Universitario, Bologna 1994.
Treccani.it – enciclopedia online (http://www.treccani.it/enciclopedia/medioevo/)