Tra i personaggi del Medioevo, che in un certo senso ne hanno dato inizio, c’è senza dubbio Odoacre, il personaggio che ricordiamo protagonista della deposizione dell’ultimo imperatore romano d’occidente, Romolo Augusto,  nel 476. Evento, questo, che convenzionalmente è stabilito come l’inizio del Medioevo. Ma forse pochi conoscono la vita di questo personaggio? Ecco qui che noi di Medievaleggiando proviamo a sopperire a questa mancanza dedicando ad Odoacre questo articolo!

Di questa figura, così famosa nella storia medievale, in realtà si è studiato molto poco, soprattutto per ciò che riguarda il periodo antecedente al 476. Abbiamo alcune fonti che riportano la figura di Odoacre, ad esempio l’ Historia Francorum di Gregorio di Tours e la Vita di s. Severino di Eugippio.

Odoacre nacque intorno al 433, era figlio di Edicone, principe forse sciro forse unno, generale dello Stato maggiore di Attila, re degli Unni. Risale al 460 circa il trasferimento di Odoacre in Italia. Subito si dimostrò un ottimo soldato e nel 472 Odoacre fu accanto ai comandanti Ricimero, Olibrio, Glicerio e Giulio Nepote. Si pensa che, inoltre, avesse sostenuto il colpo di Stato di Oreste a favore del figlio, che divenne l’ultimo imperatore d’Occidente. 

Nel 475 era salito al trono un imperatore giovanissimo, che si chiamava Romolo (pensate, proprio come colui che, secondo la mitologia, fondò Roma nel 753 a.C.) e che prese il soprannome di Augustolo (“Piccolo Augusto”), poiché così giovane. Romolo era figlio del patrizio Oreste, che divenne suo reggente. 

Odoacre, divenuto molto potente e favorito tra le sue truppe, venne nominato Rex Gentium, cioè sovrano delle diverse popolazioni germaniche, dagli Eruli ai Goti. Fu a capo della rivolta, del 28 agosto 476, che uccise Oreste e suo fratello, zio dell’imperatore. Successivamente, come sappiamo, nel settembre del 476, entrò a Ravenna e depose Romolo Augustolo, mandandolo in esilio in Campania. L’Impero Romano d’Occidente era definitivamente crollato. Si parla, tuttavia, di una “caduta senza rumore”, in quanto i contemporanei non si accorsero del cambiamento in atto. Odoacre, infatti, non intaccò l’amministrazione romana del regno e ne rispettò le tradizioni. L’impero d’Occidente negli ultimi tempi, spesso si era trovato senza un legittimo imperatore e, inoltre, anche ai tempi di Odoacre, c’era un legittimo governo, anche se in Dalmazia, di Giulio Nepote. Nel 475 infatti l’imperatore d’Oriente Zenone aveva imposto come imperatore legittimo Giulio Nepote, il quale, tuttavia, dopo pochi mesi di governo, venne costretto all’esilio e si recò in Dalmazia. Qui, in esilio, provò a riprodurre un governo dell’impero d’Occidente, prendendo come modello l’impero e la città di Costantinopoli. Fu solo nel 480, alla morte di Nepote, che ci fu un effettivo passaggio di governo all’Impero d’Oriente. 

Tornando al nostro protagonista, nel 477, una volta preso il potere, Odoacre decise di non farsi incoronare imperatore, ma si attribuì il titolo di patrizio. Costrinse Romolo Augustolo ad inviare all’imperatore d’Oriente Zenone le insegne imperiali, sostenendo che fosse conclusa la separazione tra i due imperi e che il totale governo fosse lasciato all’impero d’Oriente. Decise di cercare appoggio e un riconoscimento formale da parte di Zenone, per poter governare in sua vece. Quest’ultimo non riconobbe formalmente il ruolo di Odoacre ma accettò di fatto il suo governo nel solo territorio italiano. L’imperatore d’Oriente impose, tuttavia, al re barbaro di sottomettersi a Giulio Nepote, imperatore legittimo dell’impero d’Occidente. Odoacre accettò questa formale sottomissione. Giulio Nepote, però, venne ucciso nel 480 . 

Nonostante si sia spesso ritenuto il contrario, durante il suo regno Odoacre non modificò le tradizioni e l’amministrazione romana. Il patrizio aveva l’appoggio del senato romano, il quale assisteva Odoacre nella burocrazia, nell’amministrazione e nell’economia dell’Impero. Vennero riammessi, inoltre, antichi compiti, come quello di battere moneta. 

Cercò, attraverso alcuni atti politici, di mantenere la pace nella penisola anche con le altre popolazioni germaniche, per esempio riconobbe (grazie ad un accordo) a Genserico, re dei Vandali, una parte della Sicilia in cambio di un tributo. 

Decise, inoltre, di non intromettersi nella cultura cattolica dell’Impero. Pur credendo dell’arianesimo, infatti, non intervenne contro la Chiesa Cattolica, cercando di mantenere un equilibrio. Fu a favore del clero romano, esemplare l’azione che intraprese contro il prefetto del pretorio Pelagio, che venne arrestato per aver tassato uomini appartenenti alla chiesa romana. 

Pertanto, ad eccezione della ribellione del comes Brachila nel 477 (sedata con la sua condanna), Odoacre governò l’Italia senza opposizioni e in pace fino al 490. 

 

Probabilmente per riprendere sotto il suo controllo il governo dell’impero d’Occidente, Zenone, infatti, aveva promesso al re degli Ostrogoti, Teodorico, il titolo di Rex Gentium. Il sovrano, dunque, nel 489, sconfisse Odoacre all’Isonzo e a Verona. Odoacre, dopo una piccola vittoria a Pavia, dovette dichiarare la sconfitta sull’Adda (490). 

Rifugiatosi a Ravenna, dovette arrendersi per fame negoziando con il re ostrogoto. I due fecero un accordo, avrebbero diviso il governo della città. Dopo un lungo periodo di assedio, vennero aperte a Teodorico le porte di Ravenna e fu apparecchiato un banchetto per festeggiare la fine delle ostilità. A tradimento, Teodorico uccise Odoacre durante il banchetto nel 493. 

 

Eleonora Morante

 

PER APPROFONDIRE: 

GIUSSO, La “caduta” dell’impero romano nella percezione dei contemporanei, Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche, 2002

Dizionario Bibliografico degli Italiani, Odoacre, Treccani, 2013

 

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Written by : Redazione

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