La storia dell’Italia bizantina inizia nel 535 d.C., anno in cui l’esercito bizantino sbarca in Sicilia, dando così avvio alla guerra gotica (535-553).

Per comprendere l’importanza e le cause di questo evento occorre fare un passo indietro ed esaminare la situazione dell’Italia pre-bizantina. A seguito della caduta dell’Impero romano d’occidente (476) la penisola viene governata da Odoacre, generale germanico che giunge al potere approfittando della debolezza dell’Impero. Il suo governo, dapprima tollerato dagli imperatori d’Oriente – che dalla loro capitale di Costantinopoli avevano mantenuto l’integrità delle province orientali dell’Impero – inizia ad essere visto come una minaccia dall’imperatore Zenone. Egli indirizza il re degli Ostrogoti, Teodorico, ad invadere l’Italia, sperando che il suo legame con l’Impero d’Oriente possa gettare le basi per un futuro ritorno dell’Italia all’Impero.

Così, con la sconfitta e uccisione di Odoacre nella sua capitale di Ravenna, nasce il regno ostrogoto d’Italia. Questo regno, lungi dal dipendere da Costantinopoli, si trasforma in uno stato autonomo, centralizzato e militarmente forte, seppur tenuto in piedi da un delicato equilibrio tra la classe dirigente ostrogota, di fede ariana, ed una popolazione in larga parte latina e cattolica. La stabilità del regno di Teodorico viene meno con la sua morte nel 526, a seguito della quale le attenzioni della corte si concentrano su intrighi di palazzo e lotte per il potere, con il conseguente indebolimento del potere regio.

È in questo quadro di instabilità interna che entra nuovamente in gioco l’Impero bizantino, ora sotto l’egida dell’imperatore Giustiniano. Già nel 524 Bisanzio si era mostrato ostile al regno ostrogoto tramite il provvedimento contro gli ariani emanato da Giustino I – predecessore di Giustiniano – e, dopo la morte di Teodorico, le mire dell’Impero d’oriente si concretizzano grazie ai negoziati tra Giustiniano e Amalasunta, reggente e successivamente regina degli ostrogoti. L’uccisione di quest’ultima ad opera di Teodato, nipote di Teodorico, costituisce il pretesto necessario per l’invasione: nel 535 l’esercito bizantino, guidato dal generale Belisario, sbarca in Sicilia risalendo la penisola e conquistando Napoli (536), Roma (537) e, infine, Ravenna (540).

Gli ostrogoti, inizialmente incapaci di fronteggiare l’inesorabile avanzata bizantina, si riorganizzano a seguito dell’ascesa al trono di Totila nel 541, rovesciando la supremazia militare dell’Impero e impegnando l’esercito bizantino in una lunga e ardua campagna militare destinata a concludersi solo nel 553. Così – dopo quasi un ventennio di guerra – l’Italia ritorna all’Impero, realtà ufficializzata con la prammatica sanzione del 554, un editto che reintegra l’Italia nell’amministrazione imperiale e riconosce gli antichi privilegi dell’aristocrazia senatoria d’eredità romana.

Ma l’Italia bizantina che si configura dopo il 554 non è più l’Italia di Roma, quella provincia ricca, fertile e urbanizzata che aveva costituito il nucleo dell’Impero. Tralasciando le uccisioni direttamente causate da battaglie e assedi, le operazioni militari intraprese nella penisola distruggono innumerevoli insediamenti, devastano le campagne, amplificano le morti per carestia e peste (realtà particolarmente gravi alla metà del IV secolo), riducendo l’Italia ad una terra povera e desolata, costellata di città distrutte e campi abbandonati. La stessa Roma fornisce un drammatico esempio: all’apice del suo splendore vantava oltre un milione di abitanti; alla metà del V secolo – poco prima della caduta dell’Impero – ne aveva circa 200.000; conclusa la guerra gotica, ne ha appena 30.000.

Finita la guerra l’Impero bizantino avvia una serie di politiche finalizzate a rivitalizzare l’Italia, concentrandosi in particolar modo sul rafforzamento dei legami tra Costantinopoli e la penisola. In virtù di ciò l’attività di ricostruzione si concentra prevalentemente nei centri costieri quali Siracusa, Napoli e Classe (il porto di Ravenna); l’importanza di queste città portuali è confermata anche dai dati archeologici, da cui si può evincere una ripresa dei commerci con l’Africa e con il Mediterraneo orientale. Nonostante questi sforzi la rinascita dell’Italia rimane limitata: il Mediterraneo del VI secolo è una regione in piena crisi economica e demografica, realtà particolarmente terribile nell’Impero d’Oriente, dove carestia e pestilenza uccidono circa un terzo della popolazione totale. Infine, a soli pochi anni dall’estinzione delle ultime resistenze ostrogote, una nuova minaccia – quella longobarda – irrompe nello scenario italiano.

I longobardi, popolazione germanica stanziata precedentemente in Pannonia (nell’attuale Ungheria), invadono l’Italia nel 568 e, non riscontrando resistenze significative da parte bizantina, occupano in breve tempo le pianure a nord del Po. Nel 572 conquistano Pavia – che diventa la capitale del neonato regno longobardo – e invadono il resto della penisola, conquistando la Toscana e gran parte del Mezzogiorno.

Il conflitto tra longobardi e bizantini diventa una realtà costante per la penisola, calando d’intensità solo a seguito della pace “perpetua” del 680 – la quale non riesce a prevenire un risorgere del conflitto alla metà del VIII secolo.

Nonostante il protrarsi del conflitto si possono individuare una serie di aree sulle quali il dominio di Bisanzio rimane pressoché stabile e continuo. Tra queste spiccano le grandi isole e la laguna veneziana, nonché le coste liguri e campane, difese dalla possente marineria bizantina; la Romagna e il Lazio, dominate dalle città di Roma e Ravenna e collegate da una serie di fortificazioni nell’Appennino umbro-marchigiano; la Calabria e la Puglia, facilmente protette e rifornite dai vicini porti balcanici dell’Impero. Sono queste, quindi, le regioni che vanno a costituire l’Italia bizantina, in cui il governo di Costantinopoli esercita un’influenza reale e duratura, non solo politica ma anche sociale e culturale.

 

Thomas Whitaker Bott

 

Per approfondire:

ABULAFIA DAVID. Il grande mare: storia del Mediterraneo. Mondadori, Milano, 2019.

CLAUDIANUS CLAUDIUS, GIOVANNI GARUTI. Cl. Claudiani De bello Gothico. Collana di filologia classica 7, Japadre editore, L’Aquila, 1991.

COSENTINO SALVATORE. Storia dell’Italia bizantina, VI-XI secolo: da Giustiniano ai normanni. 1. Ed., Bononia University Press, Bologna, 2008.

TANZINI LORENZO, TOCCO FRANCESCO PAOLO. Un Medioevo mediterraneo. Mille anni tra Oriente e Occidente. 1. Ed., Carocci editore, Roma, 2020.

Share This Story, Choose Your Platform!

Written by : Redazione

Iscriviti alla nostra Newsletter

Leave A Comment