
Vi ricordate come si era concluso il nostro articolo su Odoacre? Esatto, con l’apparizione di un altro personaggio, protagonista del V-VI secolo d.C.: Teodorico. Perciò siamo qui a raccontarvi la sua biografia!
Teodorico (o Teoderico) nacque tra il 451 e il 455 in Pannonia ed era il figlio di Teodemiro (già re degli Ostrogoti) e di Erelieva. Ricorderete, inoltre, che il nostro sovrano fu dato in ostaggio presso l’imperatore d’Oriente Leone I il Trace, quando aveva meno di dieci anni e durante la permanenza a Bisanzio imparò la cultura e la storia bizantina e venne istruito circa la civiltà greco-romana.
Ritornò in patria dopo un decennio, tra il 469 e il 471, e dopo qualche anno il padre morì e lui ne prese il posto (474), all’età di circa vent’anni, divenendo re dei Goti.
Proprio nel 474 era salito al trono d’Oriente uno dei primi personaggi con cui Teodorico ebbe a che fare nel corso della sua vita, si parla dell’imperatore Zenone (474-491). Il re dei Goti si alleò con quest’ultimo nella guerra contro colui che tentava di usurpare il trono dell’Impero d’Oriente, Basilisco. La vittoria fu di Zenone che ricompensò Teodorico con le nomine di patricius e magister militum.
Ricorderete che con la deposizione dell’ultimo imperatore d’Occidente, Romolo Augustolo, Odoacre era diventato signore dell’Italia. Nel 488 Teodorico chiese a Zenone e ottenne la possibilità di recarsi in Italia con il suo popolo e ricevette anche l’autorizzazione e l’incarico di sottrarre la Penisola all’autorità di Odoacre. Come già sappiamo per Odoacre non finì bene e dal 493 Teodorico governò sul territorio italiano per i successivi trentatrè anni. Per poter governare su due popoli così diversi tra loro (quello romano e quello ostrogoto) aveva bisogno di una legittimazione formale, tanto da richiedere a Bisanzio la vestis regia, ottenuta nel 498. Questo tipo di governo comportò anche il titolo che Teodorico decise di assumere, da rex Gothorum divenne Flavius Theodericus rex.
Politicamente l’opera del sovrano ostrogoto si divide in due fasi. La prima si fondò su una stretta collaborazione con la classe dirigente romana, scegliendo nel mucchio dei fedeli aiutanti. Tra i più conosciuti possiamo ricordare Cassiodoro e Boezio, due importanti intellettuali che furono di grande aiuto nel tentativo di unire questi due popoli. Mantenne l’amministrazione tardo imperiale mentre lasciò ai Goti l’organizzazione militare. Questo progetto di fusione tra Goti e Romani, tuttavia, fu un fallimento. I rapporti con la Chiesa non erano idilliaci. Gli ostrogoti professavano l’arianesimo ed erano sospettosi verso l’aumento di potere che stava acquisendo il papato romano. Si aggiunse, inoltre, l’inizio della persecuzione ariana da parte dell’imperatore cattolico Giustino I (divenuto imperatore nel 518), e ciò portò alla seconda fase della politica di Teodorico. In risposta alla persecuzione, il sovrano prese provvedimenti contro i cattolici in Italia e, di conseguenza, alcuni tra i suoi collaboratori vennero condannati a morte e giustiziati, tra i quali ci fu anche il filosofo Boezio.
Per ciò che riguarda la politica estera il sovrano tesse una serie di relazioni diplomatiche con le altre potenze, relazioni che basò sui matrimoni combinati con alcune sue parenti. Ad esempio la sorella Amalafreda convolò a nozze con Transamondo ( re dei Vandali) e la sua stessa figlia Teodogoto sposò Alarico II, re dei Visigoti. Questa sua politica non impedì, tuttavia, l’ascesa del popolo franco.
Teodorico morì, infine, nel 526 lasciando il governo al figlio Atalarico, la cui reggenza fu affidata alla madre, Amalasunta.
Eleonora Morante
PER APPROFONDIRE:
Claudio Azzara, Teoderico, Enciclopedia Treccani, 2019
A. Giardina, G. Sabatucci, V. Vidotto, Il Medioevo, 1988
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