
INTRODUZIONE:
L’episodio dello schiaffo di Anagni lo conosciamo bene, forse uno degli episodi e delle leggende più conosciuti legati alla figura di papa Bonifacio VIII e della storia medievale. Ma ci siamo mai chiesti chi era l’autore dello “schiaffo”, l’antagonista di questa storia? Oggi dedichiamo l’articolo proprio a lui: Sciarra Colonna.
BIOGRAFIA:
Giacomo Colonna, detto Sciarra, nacque attorno al 1270. Era figlio di Giovanni di Oddone e di una donna appartenente alla famiglia Orsini. Della sua vita prima dell’età adulta si conosce ben poco; le prime informazioni certe sulla sua attività risalgono infatti al 1293. Nell’agosto di quell’anno, insieme ai fratelli Agapito e Stefano, concluse un patto di collaborazione e sostegno con Manfredo e Pietro dei Prefetti di Vico.
Attorno al 1297 la famiglia Colonna entrò in conflitto con papa Bonifacio VIII, che prese provvedimenti contro i suoi membri in seguito alla sottrazione del tesoro pontificio compiuta da Stefano, fratello di Sciarra. Quest’ultimo, tuttavia, sembra non aver avuto un ruolo diretto nell’accaduto.
Dopo questi avvenimenti, Sciarra cercò di ottenere la riconciliazione con Bonifacio VIII. Il 15 ottobre 1298 raggiunse infatti Rieti insieme agli altri membri della famiglia Colonna per chiedere il perdono del pontefice. Nel frattempo, Sciarra, come gli altri membri della famiglia, aveva subito le conseguenze dei provvedimenti pontifici. Con la bolla del 23 maggio 1297, Bonifacio VIII dispose inoltre la perdita dei beni e dei diritti appartenenti ai membri della famiglia.
Dopo aver ottenuto il perdono, Sciarra, dopo essersi trasferito a Marino in un primo momento, attorno al 1299 , insieme al fratello Agapito, arrivò a Genova, probabilmente con l’obiettivo di imbarcarsi alla volta della Sicilia.
DOPO LO “SCHIAFFO DI ANAGNI”:
L’episodio che ha reso maggiormente celebre Giacomo Colonna, detto Sciarra, è senza dubbio quello passato alla storia con il nome di “schiaffo di Anagni”. Nel settembre del 1303 Bonifacio VIII fu infatti protagonista di una grave umiliazione politica e personale. Dopo aver raggiunto Ferentino il 6 settembre, il giorno successivo il gruppo si mosse verso Anagni e riuscì a prendere il controllo del palazzo pontificio. Fu proprio in questa fase che Sciarra assunse un ruolo centrale: Bonifacio VIII rimase nelle mani dei suoi avversari per circa tre giorni. Durante la prigionia, Sciarra avanzò alcune richieste in cambio della liberazione del pontefice: la custodia del tesoro della Chiesa affidata a due o tre cardinali anziani, la restituzione dei beni e dei diritti ai Colonna e, soprattutto, la rinuncia di Bonifacio VIII al pontificato. Il piano non ebbe però seguito. La popolazione di Anagni si schierò infatti dalla parte del pontefice e insorse contro i suoi avversari, riuscendo a liberarlo. Dopo la rivolta, Sciarra si ritirò prima verso Ferentino e successivamente si rifugiò nell’abbazia di Subiaco.
La morte di Bonifacio VIII e l’elezione di Benedetto XI modificarono in parte la situazione della famiglia Colonna. Nel dicembre 1303 il nuovo pontefice revocò il provvedimento che aveva colpito i Colonna. Il reinserimento di Sciarra nella comunità ecclesiastica incontrò però diverse resistenze, soprattutto da parte di alcuni cardinali, che lo ritenevano direttamente responsabile delle violenze commesse contro il pontefice ad Anagni. Con la bolla Flagitiosum scelus, emanata il 7 giugno 1304, Sciarra fu quindi indicato tra coloro che avevano partecipato al fatto e venne colpito dalla scomunica, oltre a essere sottoposto al giudizio della corte pontificia. La sua posizione cambiò nuovamente nel 1306, quando Clemente V annullò le condanne precedentemente inflitte alla famiglia Colonna, comprendendo nel provvedimento anche Sciarra.
Negli anni successivi si tornò a discutere delle responsabilità legate agli avvenimenti di Anagni. Tra il 1310 e il 1311 le udienze dedicate alla vicenda stabilirono che Sciarra avrebbe potuto ottenere l’assoluzione, ma solo dopo aver rispettato alcune prescrizioni penitenziali e aver compiuto un pellegrinaggio in Terrasanta. Non risulta, tuttavia, che egli abbia effettivamente portato a termine nessuna delle condizioni che gli erano state imposte.
La carriera politica di Sciarra riprese particolare importanza durante la spedizione italiana dell’imperatore Enrico VII. In questo periodo egli divenne uno dei principali esponenti del fronte favorevole all’Impero nella città di Roma. Dopo aver raggiunto le forze imperiali a Genova, Sciarra e suo fratello Stefano cercarono di convincere Enrico VII ad accelerare la marcia verso Roma, dove erano presenti anche le forze angioine. Quando l’imperatore arrivò in città, il 7 maggio 1312, Sciarra partecipò attivamente al suo ingresso e ai combattimenti che seguirono.
Il suo stretto legame con Enrico VII ebbe però conseguenze negative quando il sostegno alla causa imperiale cominciò a diminuire tra i membri della famiglia Colonna. Sciarra fu infatti costretto a lasciare Roma, mentre molti suoi familiari presero le distanze dalla politica filoimperiale. La sua attività politica e militare continuò anche negli anni successivi. Intorno al 1323 prese parte alla lotta contro la lega angioina, sostenuta anche dal fratello Stefano. Nel 1326 assunse una posizione di primo piano all’interno del partito ghibellino romano e l’anno seguente ottenne la carica di senatore e quella di capitano del Popolo.
Nel settembre 1327 Sciarra partecipò alla difesa di Roma contro un esercito angioino. Al termine degli scontri gli fu imposto di giurare che avrebbe impedito a Ludovico il Bavaro di entrare nella città. Sciarra, tuttavia, non rispettò pienamente l’impegno preso e continuò a mantenere rapporti con il sovrano, favorendone l’arrivo a Roma. Ludovico il Bavaro giunse infine nella città il 7 gennaio 1328.
Sciarra partecipò alle celebrazioni organizzate per l’incoronazione imperiale, che si svolsero il 17 gennaio. Nel mese successivo tornò inoltre a occupare la carica di senatore. La situazione cambiò nuovamente pochi mesi dopo: Ludovico lasciò Roma il 4 agosto e, poco tempo dopo, Sciarra fu costretto a lasciare a sua volta la città. Morì alcune settimane più tardi, in un luogo rimasto sconosciuto e probabilmente prima del 10 settembre 1328.
Eleonora Morante
PER APPROFONDIRE:
Waley, Colonna Giacomo, detto Sciarra, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani 1982
Proscio, Lo schiaffo di Anagni. La storia, i luoghi, le leggende, Edizioni Efesto 2023
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