Si sa, l’Italia del Quattrocento non è un periodo tranquillo, tra fermenti religiosi, culturali ci si mette di mezzo anche una politica turbolenta, violenta e subdola che sfocia spesso in tentativi di assassinio dei propri avversari, insomma in congiure. Essere donna o uomo di un certo rango e posizione politica nell’Italia di quel periodo ti esponeva spesso a dover decidere da che parte stare con i buoni o cattivi di turno, o a prestare estrema attenzione a chi fare le tue confidenze, insomma occorreva avere gli occhi sempre ben aperti. Sono innumerevoli le congiure che si sono consumate nelle varie corti italiane e non hanno risparmiato né papi né piccoli signori, se avevi dei nemici potevi aspettarti di essere oggetto di un intrigo per ucciderti. Alcuni complotti riuscivano altri erano sventati, altri ancora riuscivano a metà come la famosa congiura de’ Pazzi che vide l’uccisione di Giuliano de’ Medici ma non di Lorenzo che si poté vendicare duramente contro i suoi nemici. 

L’oggetto del libro che mi trovo a recensire sono proprio le più famose congiure che si sono consumate tra il Quattrocento e la metà del Cinquecento: Le grandi congiure del Rinascimento di Riccardo Dal Monte edito da Newton Compton a fine 2023. Il volume si apre con un’introduzione sulle varie e possibili motivazioni che spingono l’essere umano a pianificare l’uccisione di un suo simile, si va dalla banalissima invidia fino alla sete di vendetta che ha animato molti cospiratori alcuni dei quali credevano fermamente nel loro senso della giustizia (pensiamo a Bruto e Cassio). Insomma il “sentimento cospirazionista” sembra essere connaturato alla specie umana tutta. Vera o no questa affermazione, sicuramente è interessante notare il quantitativo di congiure che si sono verificate in Italia in questo arco temporale, Dal Monte ne riporta 13 perché giustamente ha dovuto operare una selezione ma in realtà sono molte di più, non saprei neanche io quantificare!

Le congiure selezionate sono più o meno note, s’inizia con la congiura ordita da Filippo Maria Visconti (1424) contro la famiglia Alidosi che governava su Imola e dintorni; si parla della Bologna del 1445 che è sull’orlo della guerra civile a causa delle invidie tra i Bentivoglio e i Canetoli; ma anche della congiura di Santo Stefano del 1476 che vide l’uccisione di Galeazzo Sforza a Milano, complotto ordito perché il signore della città aveva carattere e atteggiamenti veramente opinabili; ovviamente non può mancare la famosissima congiura de’ Pazzi che gettò nel panico la Firenze del 1478 ma si parla anche della congiura de’ Pitti ordita sempre in città contro i Medici quasi vent’anni prima. Insomma, gli avvenimenti narrati sono tanti e l’autore non manca di fornirci il contesto in cui avvengono i complotti, abbondano biografie dei protagonisti, i retroscena sono ben spiegati così come le implicazioni successive. Sicuramente determinati aspetti in 20 pagine di capitolo non sono esaustive della complessità della congiura riportata, ma l’altro pregio di questo libro è la bibliografia specifica per ogni tema trattato che fornisce al lettore, che desidera approfondire, dei testi di partenza.

Concludendo consiglio questo libro a chi è appassionato dell’Italia del periodo ma non sa da dove cominciare per approfondire gli aspetti politici, posso definirlo un manuale di partenza, un bignami utile per scoprire il tragico mondo delle “congiure all’italiana”.

 

Giulia Panzanelli

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Written by : Redazione

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