Siamo tornati con gli articoli biografici di persone che hanno fatto parte della storia del Medioevo. In questo caso, stiamo parlando di uno degli imperatori d’Oriente del Medioevo tra i più conosciuti: Giustiniano. Cercheremo, per quanto possibile, di tracciarne un profilo biografico con questo articolo. 

Giustiniano nacque nel 482. Nipote dell’imperatore Giustino I, venne adottato dallo zio e nel 527, quando lo zio morì, ne fu suo successore e salì al potere.

L’imperatore decise di dare inizio ad un programma di restaurazione imperiale, riformando e cercando di riunificare l’Impero dall’amministrazione fino alla religione. Per quanto riguarda il primo ambito, il sovrano è conosciuto ai giorni nostri per la pubblicazione del Corpus iuris civilis,  famoso codice completato tra il 528 e il 565, contenente le leggi emanate a partire dall’imperatore Adriano arrivando al regno giustinianeo.  L’opera consta di tre volumi: il Codex Iustinianus, composto da dodici libri e contenente tutte le leggi imperiali; i Digesta, frammenti presi dalle opere di quaranta giuristi (viventi tra il I sec. a.C. e il IV sec. d.C.); le Institutiones, un manuale di introduzione agli studi giuridici; le Novellae, le nuove leggi emanate da Giustiniano dal 535 al 565 (pubblicato dopo i precedenti tre volumi). 

La sua azione politica coinvolse anche l’ambito religioso. Nel tentativo di rendere unito l’impero da questo punto di vista, il sovrano diede inizio a una persecuzione contro i monofisiti (i quali sostenevano e credevano alla sola natura divina di Cristo) a favore di una religione ortodossa. La situazione venne mitigata, tuttavia, dall’intervento della moglie Teodora, che probabilmente simpatizzava per la dottrina monofisita.  

Tra le varie campagne militari decise dall’imperatore due sono tra quelle importanti da citare. La prima in Africa contro la popolazione vandala tra il 533 e il 534, la seconda campagna (meglio conosciuta come guerra greco-gotica) si svolse, tra il 535 e il 554, in Italia per cacciare i Goti dal territorio. 

I vandali avevano esteso il proprio dominio sui territori in Africa, Tripolitania, Corsica e nelle isole Baleari. Giustiniano decise per un’impresa di conquista del territorio, per avere il dominio della parte mediterranea. La campagna partì in Tripolitania, nel 533, che venne unita ai possedimenti bizantini.  Successivamente, i soldati guidati dal generale Belisario si recarono verso il mar Egeo e le coste africane. La conquista si concluse con la resa del re vandalo Gelimero nel 534. 

Più tristemente celebre, tuttavia, risulta la cosiddetta guerra greco-gotica, la campagna militare intrapresa da Giustiniano per “liberare” il territorio italiano dal dominio del popolo dei Goti. La “goccia che fece traboccare il vaso” fu, anche in questo caso, un assassinio, ma non del duca Francesco Ferdinando, bensì quello della regina Amalasunta. Amalasunta, moglie di Teodorico e madre di Alarico (per il quale era reggente), aveva un legame stretto con Giustiniano, al quale aveva chiesto la protezione. Giustiniano assunse, quindi, come pretesto l’omicidio Amalasunta del 535 e proprio lo stesso anno inviò il generale Belisario in Italia. Inizialmente l’esercito bizantino ebbe la meglio e in poco tempo conquistò l’Italia meridionale e, anche dopo la nomina del nuovo re goto Vitige (generale capace e abile), caddero Roma e Ravenna e lo stesso Vitige cadde prigioniero e venne portato a Costantinopoli nel 540. Venne eletto, tra il popolo goto, un nuovo sovrano: Totila (541-552), il quale diede inizio alla resistenza, riorganizzando l’esercito. La guerra si concluse, infine, soltanto nel 552 quando il generale Narsete, che sostituì Belisario, sconfisse Totila, uccidendolo, nella battaglia di Gualdo Tadino. Tre anni dopo si spensero definitivamente le resistenze gote. Nonostante la vittoria bizantina e l’Italia liberata, questa guerra ridusse in completa povertà il territorio italiano. Questa strategia militare sfiancante portò un effetto contrario: in breve tempo il territorio italiano sfuggì al controllo dell’impero d’Oriente. Inoltre Giustiniano prosciugò le risorse e le finanze imperiali, impoverendo il suo Impero, senza contare le epidemie in quel periodo, tra le quali spiccò quella di peste del 541/542

Il regno di Giustiniano, un uomo dalla personalità di spicco,  durò per quasi quarant’anni. L’imperatore, infatti, morì a circa ottantatré anni, nel 565.

 

Eleonora Morante

 

PER APPROFONDIRE: 

Enciclopedia Treccani, Giustiniano I imperatore d’Oriente

A. Giardina, G. Sabbatucci, V. Vidotto, Manuale di Storia. Il Medioevo, Laterza 1988

G. Ravegnani, L’età di Giustiniano, Carocci Editore 2019

 

SHARE THIS STORY ANYWHERE

Join the community

Iscriviti alla nostra community ed entra a far parte dei medievaleggianti.

social media

Seguici sui social per rimanere aggiornato su storia, curiosità ed eventi!