Uno dei perni dello studio della storia medievale è il monachesimo, non si può capire il Medioevo senza conoscere la sua storia monacale. La figura del monaco è importante in numerosi contesti dell’Età di Mezzo, che fossero urbani o bucolici, a corte o in modesti monasteri, molti monaci erano tenuti in gran considerazione, uomini di fede dediti interamente a Dio e spesso fini intellettuali capaci di influenzare le decisioni più importanti in ambito sia politico sia religioso.

I monaci vivevano, almeno da un certo periodo in poi, in contesti creati ad hoc per loro: monasteri più o meno imponenti, più o meno ricchi; e uno dei luoghi più importanti della cristianità europea tra X e XII secolo è sicuramente l’abbazia di Cluny.

Chi è un profondo conoscitore della storia del Medioevo, sa che Cluny rappresenta una tappa fondamentale per la riforma religiosa del cristianesimo europeo medievale, sa che molti suoi abati avevano un potere e un’influenza inimmaginabili ma i più hanno una conoscenza solo superficiale di questo luogo. E quindi a colmare le nostre lacune interviene l’ultima pubblicazione di Glauco Maria Cantarella, già professore emerito di storia medievale presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, L’impero di Cluny. I monaci della corte celeste (Carocci 2025).

Il volume non si presenta molto corposo ma è sicuramente denso di contenuti, d’altra parte l’autore è uno dei massimi esperti del tema quindi chi meglio di lui ci può accompagnare in questo viaggio attraverso la famosa abbazia dalla sua nascita alla sua decadenza, tra intrighi politici e profonda devozione?

Non si può non partire con una contestualizzazione approfondita della nascita di Cluny, con qualche accenno alla storia del monachesimo occidentale. 

Come e soprattutto perché viene fondata Cluny? All’inizio è un monastero come tanti con i suoi privilegi, le sue terre e la sua regola benedettina ma grazie alla guida sapiente di abati ambiziosi sotto vari punti di vista ben presto diventa un centro fondamentale della cristianità occidentale. 

La narrazione pone l’accento su come i monaci cluniacensi, con la loro vita dedita al silenzio, alla preghiera e al lavoro, fossero di esempio per una cristianità che stava perdendo la bussola a causa della corruzione. Con il loro esempio iniziarono a rivoluzionare il monachesimo e la cristianità!

Questa rivoluzione, come scritto precedentemente, fu possibile soprattutto grazie ad abati ambiziosi e capaci. Cantarella ci porta a scoprire le dinamiche di potere e le ambizioni che alimentavano questa grande rete religiosa, rendendo Cluny molto influente, capace di trattare con tutti: dai signori locali, ai re ma anche con i papi.

E così Cluny divenne un esempio per tutti ed esportò il suo modello in molti altri luoghi d’Europa grazie a nuove fondazioni. Ma il “sistema Cluny” decadde lentamente quando i suoi monaci e abati non si dimostrarono più all’altezza delle aspettative, soprattutto religiose, dei cristiani. Infatti, il volume si conclude con un’analisi della decadenza del monastero, un declino graduale ma inarrestabile che cambiò gli equilibri religiosi.

Questo volume di Cantarella è sicuramente un compendio utile per chi non sa da dove partire per conoscere la storia di Cluny e dei suoi rapporti con i vari poteri dell’Europa medievale, conosce le vicende di questo luogo straordinario è un tassello fondamentale per comprendere il Medioevo quindi ne consiglio la lettura a tutti!

 

Giulia Panzanelli

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