Tra i personaggi più affascinanti del Medioevo, Saladino sicuramente occupa uno dei primi posti. Tralasciando la visione romantica presentata da Ridley Scott ne “Le crociate”, il noto condottiero era presentato come l’incarnazione del cavaliere perfetto anche nel mondo occidentale medievale. Ma come scoprire il Saladino oltre il mito?

La risposta è: leggendo Saladino. Il sovrano cavaliere di Roberto Celestre, edito da Graphe.it nel 2024. Innanzitutto, diamo qualche informazione sull’autore: Roberto Celestre è un ricercatore indipendente esperto di Lingue e Letteratura Araba laureato all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha avuto molte esperienze di ricerca e studio all’estero nel mondo arabo specializzandosi così nella storia islamica medievale, in particolar modo ha posto la sua attenzione alla storiografia araba contemporanea delle crociate e alla manualistica militare nell’Islam medievale. Insomma, l’autore del libro è sicuramente un esperto!

Prima di addentrarci in questa recensione occorre dire che Saladino è l’occidentalizzazione dell’epiteto Ṣalāḥ al-Dīn che letteralmente significa “Onore della fede o rettitudine della vera fede ” e che il nome completo è: Ṣalāḥ al-Dīn Yūsuf ibn Ayyūb. Infatti, l’autore specifica che la forma Saladino è usata solo nel titolo del libro per una questione di riconoscibilità mentre nel resto del volume è presente la traslitterazione corretta.

Il saggio è diviso in due parti, la prima è una biografia del noto condottiero mentre la seconda presenta la traduzione dall’arabo, per la prima volta in italiano, della Cronaca di Salāh al-Dīn tratta dal Wafayāt al-a’yān di Ibn Khallikān. Quindi da una parte abbiamo una narrazione in prosa e priva di “fronzoli” della vita di Ṣalāḥ al-Dīn, nell’altra le gesta eroiche narrate da una fonte diretta anche se non coeva. 

Ovviamente un saggio degno di questo nome non può non iniziare con dei capitoli introduttivi dedicati al contesto socio-politico- economico del mondo islamico prima della nascita di Ṣalāḥ al-Dīn. Una storia narrata dall’altra parte delle barricate, perché nelle nostre scuole e università raramente si studia la storia islamica se non da un punto di vista prettamente europeo. 

E il maggior pregio di questo volume risiede proprio in questo: presentare Ṣalāḥ al-Dīn usando quasi solo fonti islamiche portando alla luce cosa rappresentava veramente il condottiero per le persone a lui coeve e correligionari. 

Lungo tutta la narrazione vengono a galla gli intrecci politici, gli scontri armati, che hanno animato il bacino del Mediterraneo e oltre prima e durante il potere di Ṣalāḥ al-Dīn, mettendo in luce come le questioni religiose passassero in secondo piano quando si prospettavano altri interessi e ridimensionando l’importanza delle crociate per il mondo islamico che le ha sempre vissute come guerre di confine e non scontri di fede.

Per quanto ci fosse veramente bisogno di una biografia così completa su Saladino quello che ha attratto di più la mia curiosità è la seconda parte del saggio, quella che appunto riporta in traduzione la Cronaca di Ṣalāḥ al-Dīn tratta dal Wafayāt al-a’yān di Ibn Khallikān.

Nella moderna editoria è difficile trovare traduzioni di fonti se non si guarda a casa editrici specifiche, a maggior ragione quando si cercano fonti non occidentale l’impresa diventa ancora più ardua se si sta cercando in italiano!

Insomma, questo volume lo consiglio a chiunque desideri approfondire la figura di Ṣalāḥ al-Dīn e desideri avere una visione completa sulla sua vita oltre il mito!

 

Giulia Panzanelli

 

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